Lavorare nel mondo dello spettacolo


Mara Bosisio si racconta in Esclusiva per Lavorare-Spettacolo.com PDF Stampa E-mail
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Mara Bosisio in ESCLUSIVA ai microfoni di Lavorare Nello Spettacolo: "Ho fatto della musica la mia vita... e della vita la mia musica!"

Bella, solare e con talento da vendere: 26 anni e una brillante carriera che la attende dietro l'angolo. Mara Bosisio è una giovane promessa della musica italiana. Nata a Lecco 26 anni fa, dopo essersi trasferita a Milano e aver intrapreso un lungo percorso formativo in importanti Accademie, si è fatta conoscere dal pubblico esibendosi su prestigiosi palchi come quello delle Scimmie, dello storico Blue Note e di famosi teatri italiani. Intervistata in ESCLUSIVA per Lavorare Nello Spettacolo, oggi Mara si è raccontata ai nostri microfoni parlandoci della sua passione per la musica, dei suoi progetti e dei sogni nel cassetto per il suo futuro professionale.

 

Nata a Lecco nel 1988, hai mosso i primi passi nel mondo della musica fin da piccolissima: ti va di raccontarci come hai scoperto questa passione e soprattutto come hai iniziato a coltivarla?

"Non ricordo con precisione quando ho realizzato di amare la musica: semplicemente ha sempre fatto parte di me fin da piccolissima! I miei genitori conservano ancora videocassette dei tempi dell'asilo quando, durante gli spettacoli della scuola, salivo sul palco del teatro e cantavo già allora come solista con grande naturalezza e con un altrettanto grande microfono, che ai tempi sembrava smisurato per le mie manine!" (ride) "Da allora ho sempre portato avanti questa voglia di cantare e ogni occasione era buona per divertirmi e mettermi in gioco, nonostante la mia timidezza. Col tempo ho partecipato a molte rassegne canore per bambini e adolescenti nel mio territorio e intorno ai 9 anni mio padre mi ha regalato la prima chitarra acustica, che allora sembrava anche lei spropositata da abbracciare e suonare! Così ho iniziato a seguire i primissimi corsi oratoriali di strumento e successivamente ho suonato e cantato per anni durante le messe domenicali in Parrocchia. Durante i primi anni di Liceo invece, ho deciso di intraprendere i miei primi studi teorici e vocali, e grazie al supporto di mia madre ogni domenica pomeriggio mi recavo in territorio brianzolo per prendere lezioni di canto, teoria e solfeggio presso insegnati privati".

Giovanissima, ti sei trasferita a Milano per approfondire gli studi musicali in importanti Accademie che ti hanno portata su palchi prestigiosi come quello delle Scimmie, dello storico Blue Note e di numerosi teatri italiani: ti saresti mai aspettata di fare un percorso così importante?

"Non mi aspettavo di certo tutte queste intense esperienze di lavoro durante il mio percorso di studi accademici. Ritrovarsi ad affrontare due tournée nazionali e calcare palchi così importanti è stato indubbiamente un onore e un privilegio, ma anche una grossa responsabilità nei confronti di tutti gli artisti che si sono esibiti con professionalità sugli stessi palchi prima di me. Grazie a queste meravigliose esperienze lavorative ho maturato la voglia e la determinazione di voler fare della musica la mia vita, e della vita la mia musica".

“Nessun Dialogo”, il tuo primo album, è il manifesto di una generazione che urla tutto il suo amore, i suoi dubbi e la sua rabbia, in modo conciso e tagliente, senza timore di mostrare la propria fragilità: com’è nato questo progetto?

"Verso la fine del triennio accademico musicale ho scoperto l'esigenza di sfogarmi ed esprimermi tramite la musica con un approccio più diretto e personale.Ho provato quindi a scrivere le mie prime canzoni che hanno subito iniziato a smuovere interesse e approvazione da parte dei miei colleghi. Così, col tempo, ho fatto sempre più mio questo nuovo approccio musicale. Il progetto "Nessun Dialogo" è nato per una mia forte volontà alla fine dell'estate del 2011 quando ero alla ricerca di una figura professionale che potesse aiutarmi ad intraprendere il mio primo esperimento discografico. Il mio desiderio, infatti, era quello di realizzare un piccolo album dando forma e concretezza alle mie canzoni. Ho conosciuto Giampaolo Pasquile (arrangiatore) tramite un amico comune e musicista, Vincenzo Angrisani (che oltretutto ha contribuito alla registrazione delle chitarre nell'album) e da questo incontro abbiamo dato il via al tutto, inizialmente da soli e in successiva, inglobando e contattando altri musicisti e professionisti del settore". 


b4uadv - Nessun Dialogo - Mara Bosisio on MUZU.TV.

E a proposito di progetti, parlaci un po’ del tuo ultimissimo lavoro: “Come si fa”...

"Come si fa" è il quarto e ultimo singolo estratto da "Nessun Dialogo" ed è uno dei due brani dell'album a cui sono più legata. Per la realizzazione del videoclip ho confermato Emanuele Colognese (videomaker), un valido professionista oltre che uno dei miei più cari amici, che mi ha permesso a sua volta di conoscere e inglobare nel progetto altri due giovani talenti: Marco Riva (videomaker) e Matteo Giussani (fotografo/regia luci), "squadra che vince non si cambia!". Questo è stato fin da subito il nostro motto, vista la grande intesa durante i lavori e l'ottimo risultato riscontrato dopo la pubblicazione del videoclip.


Mara Bosisio - Come Si Fa (b4uadv) on MUZU.TV.

Fra tutti gli artisti del panorama musicale italiano e internazionale, hai un modello di riferimento al quale ti ispiri o che ammiri particolarmente?

"Fin da piccola ho sempre avuto nel cuore la musica di Laura Pausini, che per me è sempre stata un esempio di artista e di persona a cui ispirarmi. Con gli anni ho scoperto le sonorità avvolgenti e sperimentali dei Coldplay, la versatilità geniale di Jovanotti, la grinta e il trasporto emotivo dei Negramaro e la "visceralità" espressiva di Damien Rice. Amo inoltre artisti del calibro di Fiorella Mannoia, John Mayer, The Doors e Battisti..come vedi, spazio parecchio tra i generi e le timbriche vocali!".

Nonostante la tua giovane età, hai alle spalle un lungo percorso formativo: quanto, secondo te, al giorno d’oggi conta la gavetta per avere successo e affermarsi?

"Penso di essere ancora un'artista della "vecchia scuola" nel senso che credo fortemente nella gavetta e in un altrettanto solido percorso di studi. Questi due fattori, accompagnati da talento, determinazione e un bel pizzico di fortuna, determinano la "giusta formula del successo", indipendentemente da quanto in alto poi si riesce ad arrivare. Inoltre poi, dal momento che il successo non è tanto l'arrivare, quanto il rimanere, senza le solide basi il rischio di crollare è davvero facile".

Cantante, o meglio cantautrice: cosa si prova a mettere in musica i propri pensieri, le proprie sensazioni, esprimendole tra le note davanti a una platea piena di persone che applaudono?

"Mettere in musica un pezzo della mia anima è come dar vita ogni volta a nuove storie e a nuovi lati della mia persona. E' un qualcosa di indescrivibile! Ad oggi la mia gratificazione più grande resta quella di sapere di aver emozionato, di essere arrivata e di aver raccontato qualcosa di mio a chi mi ascolta. Molte persone mi scrivono per ringraziarmi per essersi emozionati con le mie canzoni, immedesimati nelle mie storie o semplicemente essersi sfogati ascoltando la mia musica: penso che questo potere naturale e a tratti terapeutico della musica sia una cosa davvero impagabile. E gli apprezzamenti delle persone sono la mia benzina quotidiana, la mia forza più grande che mi spinge ad andare avanti e a perseverare nonostante le numerose difficoltà, soprattutto a livello economico visti i tempi che corrono e dal momento che purtroppo ad oggi, non avendo un produttore alle spalle, tutte le spese restano ancora a carico mio".

Nell’era dei talent, ritieni che la Tv rappresenti una vetrina e un’occasione per mostrare effettivamente il proprio talento o pensi che si riveli nient’altro che una scorciatoia per fare strada forse troppo in fretta?

"I Talent oggi hanno completamente rimpiazzato la figura del Talent Scout perché sono risultati più efficaci, diretti e fruibili sia da parte delle Discografie, sia da quella del pubblico. Rispecchiano quello che il mercato musicale richiede "oggi e subito". Dal punto di vista della visibilità quindi, credo fortemente siano un'ottima opportunità per chi come me vuole far conoscere la propria musica. Tuttavia però possono anche rivelarsi un trampolino di lancio verso una rapida discesa, se vengono affrontati senza la giusta preparazione e maturità".

Squilla il telefono: è la Direzione Artistica del Festival di Sanremo... Sei stata selezionata per partecipare alla prossima edizione! Reazione a caldo???

"Penso subito che avranno sbagliato numero!!!" (ride). "No beh, sicuramente tachicardia a mille! E poi riacquisirei subito lucidità mentale e mi proietterei immediatamente sul lavoro in studio dei brani da proporre, facendo impazzire Giampaolo!".


Cosa sogni per il tuo futuro professionale? Ci sarà spazio solo per la musica o ti piacerebbe percorrere anche strade parallele a questa?

"Io ho sempre voluto poter vivere di musica. Oggi più che mai sono convinta che se riuscissi a fare della musica il mio unico mestiere e scopo di vita, mi sentirei una persona professionalmente parlando, davvero realizzata. Poi chiaramente quando si sogna, si deve puntare sempre in alto, quindi speriamo di realizzare quanti più desideri possibili!".

Prima di ringraziarti per le tue risposte, ti va di lasciare un messaggio per i nostri lettori?

"Innanzitutto Emanuele, ci terrei a ringraziare di cuore te per la piacevolissima chiacchierata di oggi! Poi vorrei cogliere l'occasione per rinnovare i miei più sinceri ringraziamenti alla mia famiglia, alla mio meraviglioso Team di lavoro e a tutte le persone che mi stanno dimostrando da tempo supporto e calore. E vorrei urlare loro (e ricordare a me stessa) con tutta la forza che ho, di non rinunciare mai ai propri sogni ma soprattutto, di non rinunciare mai a se stessi. Mara Bosisio".

di Emanuele Fiocca

 
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