Marco Menichini in Esclusiva a Lavorare-Spettacolo.com: "La musica è il mio mondo" Stampa
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Marco Menichini si racconta in ESCLUSIVA per Lavorare Nello Spettacolo

Nato a Latina il 19 gennaio di ventiquattro anni fa, Marco Menichini è cresciuto con la musica, arrivando ad incidere la sua prima cover all'età di soli 10 anni! Rivelazione del Festival di Sanremo 2011 dove ha gareggiato con il suo bellissimo brano "Tra tegole e cielo", si è fatto conoscere dal pubblico televisivo partecipando anche ad importanti trasmissioni quali Mezzogiorno in Famiglia e Domenica In. Talento da vendere e tanta determinazione, una brillante carriera lo attende dietro l'angolo: intervistato in Esclusiva per Lavorare-Spettacolo.com, Marco si è raccontato ai nostri microfoni parlandoci del suo legame con la musica, della sua esperienza sul palco dell'Ariston e di tutti i suoi progetti musicali.

 

Nato e cresciuto tra le note, hai fatto della musica la tua arte e il tuo mestiere: a che età hai scoperto questa passione e come hai iniziato a coltivarla?

“La mia passione per la musica (e per l’arte in generale) è nata prima me. Suona strano, ma è proprio così! A mia madre piace da sempre cantare, papà invece suona la chitarra elettrica su canzoni blues e soul. Inoltre, come seconda passione, lavora nello studio di registrazione che abbiamo in casa. Facile capire che il mio istinto non potesse essere diverso da quello. Fatta questa premessa, ricordo perfettamente che all’età di 7 anni stavamo preparando una recita scolastica e la maestra di musica chiese ad ognuno di noi di cantare una parte della canzone “Primavera” di Marina Rei. C’era tutto, tranne la parte iniziale della canzone… Quella con i vocalizzi!! Io chiesi educatamente: “Maestra… ma la prima parte chi la canta??” e lei: “Marina Rei, no?? Menichini vai a posto”. E io invece mi feci avanti e lei rimase stupita. A mia volta rimasi stupito del suo stupore, perché per me era una cosa del tutto naturale, ma mi rendevo conto che non lo era per tutti gli altri. Da lì cominciai a capire il mio potenziale”.

Il primo grande traguardo nel campo musicale lo hai raggiunto nel 2008 arrivando in semifinale al Festival di Castrocaro. Che ricordo hai quell’esperienza?

“Castrocaro… che ricordi!!! Il mio primissimo concorso… Quella è stata una bella botta. Grandi attese, grandi aspettative e grande carica emotiva. Guardavo spesso il video che mi aveva fatto papà durante la prima audizione e devo dire che essendo una persona estremamente autocritica, non ero mai soddisfatto, nonostante avessi passato tutte le selezioni. Ora la mia percezione è ben diversa: mi vedo e mi sento più maturo. Apprezzo anche le piccole imperfezioni, perché in fondo sono quelle che rendono uniche le proprie performance. Piuttosto che ascoltare la voce, mi concentro sulla carica interpretativa, ma è stato un processo lungo da affrontare”.

Da Castrocaro... a Sanremo! Nel 2011 hai partecipato infatti al 61° Festival della canzone italiana. Ti saresti mai aspettato di raggiungere un traguardo così prestigioso? Raccontaci la tua esperienza sul palco dell’Ariston

“Sinceramente? Sì. Me lo sentivo! Avevo tutte le carte in regola per poter essere uno degli 8 giovani. Eppure alla prima selezione ad Area Sanremo andai malissimo… Non passai nemmeno il primo turno! Dopo qualche giorno mi iscrissi al Festival tramite internet e inviai “Tra tegole e cielo” che all’epoca era ancora una demo. Da lì tutto fu un tripudio di ansia, estasi, malessere, euforia, instabilità e attesa. L’esperienza all’Ariston è stata assurda: non sono mai stato così tranquillo su un palcoscenico. Ogni volta che mi esibisco ho sempre tantissima carica emotiva e tanta adrenalina, che poi mi aiuta a superare ogni eventuale difficoltà. Ma lì sopra c’era qualcosa di “strano”… Sarà stata la lunghissima e interminabile selezione, oppure l’aspettativa del pubblico che sentivo addosso… Non lo so. Eppure mi sono goduto ogni singolo attimo di quella serata”.

La canzone con la quale hai partecipato al Festival di Sanremo si chiama “Tra tegole e cielo”, un brano straordinario firmato Galli-Senesi-Perrozzi. Ma altrettanto bella è “Nei cieli sugli oceani”. Come sono nati questi brani?

“Tra tegole e cielo” e “Nei cieli sugli oceani” sono due bellissimi brani che mi hanno proposto inizialmente come demo, giusto per sperimentare un po’ di canzoni. Poi, avendoli metabolizzati, sono diventati parte di un tutto e attualmente rappresentano due chiavi di lettura dello stesso principio: “Non muore niente se vuoi farlo vivere” e “Saprò volare nell’immensità dei cieli sugli oceani”. Entrambe sfaccettature di un solo modo di pensare, costruttivo e focalizzato. E questo mi rispecchia in pieno”.

Il videoclip di "Nei cieli sugli oceani". Subito dopo, continua l'intervista!


Dopo la tua partecipazione a Sanremo è uscito il tuo album d’esordio: “Capitolo primo”. Attualmente c’è qualche nuovo progetto in cantiere?

“In questo momento sto portando avanti moltissimi progetti e, a livello musicale, sono al lavoro con Stefano Senesi per un nuovo album! Ancora non mi sento di lasciar trapelare nulla poiché siamo ad uno stato embrionale, ma sono felice e mi sento assolutamente positivo per il materiale che stiamo creando e sul quale stiamo lavorando da qualche mese a questa parte. Ne sentirete delle bellissimeeee!!!”.

Oggi in Tv si vedono diversi talent, programmi spesso molto criticati: tanti sostengono infatti che siano solo delle “scorciatoie”. Secondo te, per affermarsi, conta ancora la gavetta?

“Siamo in epoca, almeno a parere mio, in cui la ‘gavetta’ include due strade: il talent show e le serate gratuite. La prima è una strada più giovane, asfaltata e con parecchi caselli, mentre la seconda è una strada palesemente sterrata, ma allo stesso tempo senza costi particolari da dover sostenere. Non parlo solo in senso economico… Quando penso ai talent mi viene in mente un ambiente che non fa per me. Non è una critica, bensì una semplice e personale sensazione. Ho toccato con mano l’ambiente e ho molti amici e conoscenti che hanno frequentato quel sistema e non hanno fatto altro che confermare la mia percezione. Non sono un personaggio televisivo. Non mi piace farmi compatire, non mi piace farmi giudicare e non considero alcuna giuria in grado di stabilire se il futuro di un ragazzo debba continuare o meno. Sono stato io stesso giurato in alcune commissioni, ma non si decideva per un contratto discografico o per una somma di denaro da far girare la testa. Lo trovo fuori luogo e poco costruttivo. Il potere di decidere è, e deve essere, dell’ascoltatore e di lui soltanto. Detto questo, ben vengano i format che lasciano spazio almeno alla creatività e all’estro unico di ogni artista”.

Si parla spesso di crisi del mercato discografico: è più difficile “stare a galla”, secondo te, rispetto a qualche anno fa?

“La concorrenza oggigiorno è spietata. Si fa di tutto pur di avere un piccolo occhio di bue puntato su noi stessi. Con le nuove tecnologie questo è ancora più semplice rispetto a qualche anno fa proprio perché è molto più facile connettersi con uno sconosciuto in Asia, piuttosto che col vicino di casa. Non critico il mezzo, ma l’utilizzo che se ne fa. Ogni volta che ci penso mi viene in mente una citazione dello zio Ben in Spiderman: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità!” ed è quanto mai calzante con il discorso che facevo prima. Abbiamo tutti una responsabilità quando ci interfacciamo col mondo intorno a noi, ma troppe persone sembrano dimenticarsene… E succede sempre più spesso”.

C’è un artista, nel panorama musicale italiano o internazionale, che è per te un modello di riferimento, o una canzone di qualunque epoca, che vorresti fosse tua?

“Mi riferisco a molti artisti, devo dire, quando si parla di crescita artistica e personale. I due mondi si alimentano a vicenda: se penso ad un momento della mia carriera musicale non riesco a non pensarne ad uno che riguardi anche la mia vita privata o familiare. Quindi in qualche modo i miei artisti preferiti sono anche i miei migliori insegnanti di vita: Freddie Mercury, Christina Aguilera, Prince, Alicia Keys, Anastacia, James Brown, Etta James, Billie Holiday… Mentre per quanto riguarda il cinema: Totò, Paolo Villaggio, Carlo Verdone, Will Smith, Alan Rickman, Meryl Streep, Tom Hanks…”.

Grazie Marco per il tempo che ci hai dedicato! Ti va di lasciare un messaggio per i nostri lettori?

“Grazie a tutti voi che mi avete dedicato il vostro tempo e la vostra attenzione e grazie in particolare a te, Emanuele, che mi contatto per darmi anche questa volta la possibilità di condividere con voi la mia crescita umana, professionale e artistica! Un abbraccio virtuale e spero mi seguirete in tanti… Alla prossima!!!!”.

di Emanuele Fiocca