Veronica De Simone in Esclusiva a Lavorare-Spettacolo.com: "Con la musica parlo al cuore di chi la ascolta" Stampa
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Veronica De Simone si racconta in ESCLUSIVA per Lavorare-Spettacolo.com

Nata a Massa Carrara 23 anni fa, Veronica De Simone è cresciuta coltivando la passione per il canto. Un talento innato il suo, che nel 2013 l'ha fatta arrivare sul palco di The Voice come membro del team di Raffaella Carrà, esperienza che l'ha resa popolare e che le ha fruttato un terzo posto sul podio. Dopo la partecipazione al seguitissimo talent di Rai2, la sua carriera è stata in continua ascesa, tanto da portarla al Festival di Sanremo: a febbraio l'abbiamo vista infatti gareggiare nel tempio della musica italiana con "Nuvole che passano", ricevendo molti consensi. Intervistata in Esclusiva per Lavorare Nello Spettacolo, Veronica si è raccontata ai nostri microfoni.

 

A che età hai scoperto la tua passione per il canto e quando hai capito che sarebbe stata questa la tua strada? Sappiamo che è iniziato tutto quasi per caso, con un corso che hai seguito a scuola...

"Secondo me in realtà queste cose le sai da sempre, ti nascono dentro per natura e poi la vita può contribuire o meno a farti sviluppare le tue doti... Io non sono stata molto fortunata quindi mi sono cercata i mezzi da sola e li ho trovati. Sarebbe bellissimo se ogni bambino fin da piccolo fosse accompagnato da chi gli sta attorno e dalla società verso la sua vera strada... Ma oggi come oggi bisogna fare tutto da soli e andarsele un po' a cercare".

Nel 2013 ti sei fatta conoscere dal grande pubblico partecipando a “The Voice of Italy”, il talent di Rai2 condotto da Fabio Troiano con Carolina Di Domenico. Raccontaci la tua esperienza a The Voice, davanti e dietro le telecamere...

"Quello che stava dietro le telecamere era quasi impossibile per me farlo vedere in qualche minuto di tv quindi ho cercato di raccontare me stessa attraverso le canzoni che ho scelto di cantare. È stata un'esperienza divertente e sopratutto mi ha avvicinato al vero gusto del pubblico italiano che mi ha fatto entrare nella sua playlist di fiducia! Devo tutto ciò che ho costruito fino ad ora solo a me stessa e alla gente che mi sostiene! La vera voce della verità".

A The Voice hai fatto parte del team di Raffaella Carrà, un'icona della musica italiana. Com’è stato vivere un’esperienza così importante, a stretto contatto con una cantante del suo calibro?

"Alla blind audiction si girarono tutti e quatto i coach e quando sei lì che devi scegliere tu da chi farti guidare non puoi avere ripensamenti, quindi io ho solo pensato in grande e a chi avrei voluto al mio fianco se fossi rimasta fino in fondo e non ho scelto persona migliore! Raffaella è una donna tosta, umana, dolce e determinata. Mi sono affezionata tanto a lei e anche lei a me, tanto da portarmi in finale..durante le prove non parlavamo di musica ma di vita ed è questo che dà forza alla mia voce".

Terzo posto sul podio di The Voice! Una medaglia di bronzo più che meritata, che ti ha aperto le porte del successo. Com’è cambiata la tua vita dopo la partecipazione a The Voice?

"La mia vita è la stessa e io pure. Ho solo capito meglio come funzionano le cose. Ho scelto di fare tutto questo perché penso che l'unico modo per costruire un futuro sia partire dal guardare dritta in faccia la realtà, quella durissima della discografia italiana è ormai un luogo comune ma continuo a pensare che non sono i talent o le major che fanno la differenza ma le persone che ascoltano e comprano la musica, che la sostengono e ci permettono di continuare a fare arte per loro. Sono loro i veri protagonisti delle nostre vite e io questo non me lo scordo". 

Da The Voice a Sanremo il passo è stato breve: pochi mesi fa hai partecipato infatti al 64° Festival della canzone italiana, condotto da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, nella categoria “Nuove Proposte”. Ti aspettavi di raggiungere un traguardo così importante? Raccontaci la tua esperienza sul palco dell’Ariston...

"Ormai non è più importante se vai all'Ariston o meno, ma come ci arrivi e come te ne ritorni a casa. È una grande centrifuga e può anche cambiarti, e vincere significa prima di tutto rimanere se stessi e non farsi abbattere o esaltare dal caos di questo evento nazionale che tutti criticano ma che tutti guardano! Direi in tre parole un'esperienza necessaria, folle e indimenticabile!".

Al Festival di Sanremo hai presentato un brano scritto da Pietro Cantarelli dal titolo “Nuvole che passano”. Parlaci un po’ di questa bellissima canzone...

"Non sono un tipo che segue le mode quindi in un periodo dove anche a Sanremo si cerca la modernità assoluta io ho cercato un connubio tra il passato e il presente. Ho seguito il mio sogno e l'ho trovato cercando di onorarlo. E quale modo migliore se non con una canzone d'amore? Ogni luogo ha la sua "lingua" e per me Sanremo è il luogo del romanticismo per eccellenza, non a caso per l'occasione ho deciso di indossare un vestito da sposa". 

Il videoclip ufficiale di "Nuvole che passano". Subito dopo, la seconda parte dell'intervista


Spesso, nel contesto “sanremese”, gli artisti provenienti dai talent vengono attaccati e criticati. Hai sentito una responsabilità maggiore su di te al Festival di Sanremo, essendo “figlia” di un talent?  

"Nella mia edizione sono stata l'unica selezionata tra tutti i talent e mi ha fatto ovviamente piacere sapere di essermi conquistata quel posto. Ovviamente va di moda criticare chi esce da questi programmi e anche tra i miei colleghi all'inizio sono nati diversi pregiudizi ma alla fine la musica va oltre anche a ciò che siamo abituati a pensare. Il televoto è andato benissimo, l'orchestra si è alzata pure in piedi e Pif e Giorgia mi hanno fatto i complimenti oltre ad aver ricevuto l'ok fondamentale del mio pubblico più fedele...è stato perfetto". 

Attualmente cosa bolle in pentola? 

"Sotto Sanremo ho lavorato tanto per far uscire un album intero di inediti e grazie al duro lavoro e all'instancabile magia della mia vita sono riuscita a crearlo: "Ti presento Maverick" contiene 9 tracce di cui 4 scritte da me e altre collaborazioni incredibili! Ispirato ai temi della libertà e della gioventù, da storie vere e dalle mie due grandi passioni il cinema e la musica soul e folk rock. Una soddisfazione immensa che mi sto preoccupando di portare all'orecchio degli italiani e non solo...". 

Il tuo più grande pregio... e il tuo peggior difetto?

"Il mio peggior difetto è anche il mio più grande pregio: avere troppa fantasia!!!!". (ride)

C’è un artista, nel panorama musicale italiano o internazionale, al quale ti ispiri e che è per te un modello di riferimento?

"Ammiro tutti i grandi artisti che mi hanno insegnato la dignità per la vita e la forza di lottare grazie alle loro canzoni, Bob Marley, Mia Martini, Nirvana, Sly and the Family Stone, Fabrizio De Andrè.... e ho detto tutto".

Sogni, speranze e progetti per il tuo futuro professionale (e non)?

"Fino a che ci sarà anche solo una persona che ascolta la mia musica e si emoziona io non potrò mai smettere di parlare al suo cuore e cantare!....questa è l'unica certezza che ho". 

Grazie Veronica per il tempo che ci hai dedicato! 

"Grazie mille a te e a tutti i vostri lettori!!!! A prestissimo!".

di Emanuele Fiocca