Lavorare nel mondo dello spettacolo

Annalisa Martinisi PDF Stampa E-mail

Annalisa MartinisiAnnalisa Martinisi è un nome che dice poco ai più. Ciò non significa che la ragazza non abbia talento. Al punto che, invece, tra gli addetti ai lavori è molto conosciuta. E questo spiega il perché delle tante volte in cui viene invitata come ospite a manifestazioni, più o meno, famose. L’ultima in ordine di tempo, dopo il premio ‘Massimo Troisi’ ed il programma ‘Cantanapoli’ su RadioUnoRai, la ‘Festa di Mezza Estate’ organizzata al circolo di Montecitorio della camera dei deputati.

Noi l’abbiamo incontrata dietro le quinte di un concorso dedicato ad artisti emergenti dove ci ha parlato anche del suo ultimo progetto ‘Âmes en voyage’, con il quale ha tradotto in francese molte canzoni della tradizione napoletana e di tante altre cose.

Annalisa, secondo te, quanto possono essere utili i festival per i giovani che hanno voglia di emergere?

Sono decisamente utili, sono un veicolo per farsi notare e, se non altro per fare esperienza”.

Come hai cominciato la tua carriera? Partecipando a festival per giovani?

Ho partecipato ad alcuni festival, come Castrocaro ed alcuni li ho anche vinti. Penso all’Eurofestival in Belgio alla fine degli anni Ottanta od il Master Italia del 1993. Sono esperienze molto formative perché ti permettono di confrontarti con altre persone che hanno il tuo stesso sogno”.

Cosa consigli a questi giovani artisti per avere successo in un mondo così difficile?

Di armarsi di tanta pazienza e di avere il coraggio di affrontare qualsiasi situazione che possa loro presentarsi. Non bisogna mai mollare, andare avanti a prescindere senza comunque perdere l’abitudine a divertirsi.

Hai avuto momenti di sconforto che ti hanno fatto pensare di mandare tutto all’aria?

 “Come tutti ho avuto dei momenti di sconforto in cui volevo mandare tutto all’aria. Sono riuscita a superarli grazie alla passione ed alle soddisfazioni che sono riuscita ad ottenere.

Hai cantato anche all’estero. Quali differenze hai riscontrato?

Direi che in Italia ce la caviamo abbastanza bene. Le professionalità ci sono e l’organizzazione di questa manifestazione (il Premio Suessola MusicArte, ndr) lo dimostra. In molti fanno tanto con pochissime risorse.

Ma su tutte il calore del pubblico: ho cantato anche all’estero è posso dire che da noi c’è molto più calore, il cantante sente la partecipazione e l’entusiasmo del pubblico.

Qual è delle tue canzoni è la tua preferita? Che forse ti rappresenta maggiormente?

Adoro tutte le canzoni di “Âmes en voyage’, il mio ultimo progetto; in esso ho rivisitato molti grandi classici della canzone napoletana. Al punto, alla fine, di sentire queste canzoni quasi come mie creature. Ma su tutte ci sono sicuramente ‘Tu si ‘na cosa grande’, ‘Marruzzella’ ed ‘A voce do mar’, il mio inedito”.

Qual è il tuo rapporto con il pubblico?

“Ottimo, forse perché mi relaziono ad esso molto semplicemente. Non mi piace snaturarmi, sul palco sono identica a come sono sotto. Credo che il successo non mi abbia cambiato, sono rimasta coerente con me stessa”.

VALERIO NOBILE

 
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