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CHI E’ O COS’E’ UN ATTORE?
Diamo voce a Roberto D'Alessandro, attore scuola "Proietti" che ci parla di "Chi è o cos'è un Attore". E A Breve un articolo d'inchiesta su alcuni retroscena di cui dovete sapere...
Quando il Direttore Francesco Califano mi chiese di collaborare a questo prestigioso portale, ne rimasi lusingato. Da allora sono passati un po’ di mesi, pur pensando e ripensando agli argomenti da affrontare non riuscivo ad inquadrare organicamente la faccenda, avevamo tuttavia convenuto che avrei parlato dei problemi degli attori. Alla fine ho deciso di scrivere il primo articolo sulla domanda che più soventemente mè girata nella testa: “chi è, o cos’è un attore?”.
Facendo delle ricerche le risposte che ho trovato sono sempre di natura metafisica, artistica, estetica, una su tutte la definizione che ne ha dato Umberto Eco «un’emittente multicanalizzata di messaggi a funzione poetica». Ma non era questo che mi interessava capire, in fondo chi è un attore è evidente quando questi sta su un palco a recitare sia pure con gli infiniti distinguo che le varie scuole di pensiero possono avere. Meno evidente è invece cosa sia un attore quando sta a casa sua, o per così dire nella società civile. Per uno spunto di riflessione voglio partire dalla definizione che ne da invece Wikipedia: “Un attore è una persona che interpreta un ruolo in una produzione artistica”. Non va meglio sul Devoto/Oli, che recita: “interprete di un’azione drammatica rappresentata scenicamente”. Ma analizziamo la frase di vikipedia, Un attore è una persona...e fino a qui ci siamo, quello di persona è uno stato che ci riconoscono!...che interpreta un ruolo...qui invece comincia a diventare generico, vago, un po’ troppo...in ordine significa che: se non lo interpreta lui lo interpreta qualcun’altro, che un ruolo vale l’altro, che senza di lui la produzione si fa comunque. Ma se io penso all’attore come CATEGORIA, questo non è più possibile, se non c’è L’ATTORE ad interpretare quel ruolo, non c’è la produzione artistica!...ma andiamo avanti...in una produzione artistica...ora su wikipedia trovi “Produzione Cinematografica”, ma non “produzione artistica” quindi di che cosa parliamo esattamente? Si intende Produzione nel senso dell’organizzazione e quindi di tutti gli oneri che si impegna a sostenere o come frutto dell’ingegno autorale e registico? Quell’artistico farebbe propendere per la seconda ipotesi. Provo a parafrasare la definizione di wikipedia: “Un attore è una persona che interpreta un ruolo in uno spettacolo, teatrale, cinematografico, televisivo, radiofonico, etc...” e ritorniamo alla metafisica. Ma per capire ho cercato su wikipedia la parola Ingengere ed ho trovato questa definizione: “Un ingegnere è un professionista qualificato in una delle branche dell'ingegneria, ossia quella vasta disciplina che sfrutta le conoscenze scientifiche per progettare e costruire dispositivi, macchine e impianti al fine di soddisfare i bisogni umani.” (il Devoto/Oli recita: “laureato in ingegneria abilitato alla professione...etc...”) Poi ho cercato la voce Medico: “Il medico è il professionista che si occupa della salute umana, prevenendo, diagnosticando e curando le malattie”. (non ho controllato il Devoto/Oli!) La prima cosa che mi salta agli occhi è che un Attore non è un professionista, ma una persona (nel caso di Devoto e Oli non si danno neanche la pena di specificare!) e credo che sia esattamente da qui che nascono tutti i problemi degli attori. Non è il caso di mettermi qui a raccontare la storia degli attori per la quale consiglio di consultare QUESTO LINK dal primo contratto in poi fino al contratto collettivo dei lavoratori dello spettacolo, tuttavia sia pure in un’avvenuta evoluzione del concetto di attore, c’è ancora molto da fare. Intanto comincerei con una definizione più appropriata, ad esempio potrebbe essere: “Un attore è un professionista qualificato che si occupa delle discipline dello spettacolo in particolar modo della recitazione al fine di migliorare ed elevare lo spirito umano”, e poi punterei dritto alla costituzione di un albo professionale e so che qui si potrebbe alzare un vespaio, gli stessi sindacati non sono daccordo su questo. Ma come si fa a difendere una categoria se non si sa quali siano i confini di questa categoria? Lo stato sa bene chi è un attore quando deve avere, la voce si trova nei moduli standard delle assicurazioni e delle tasse, quando invece bisogna dare siamo “una banda di accattoni” senza nessuna considerazione sociale. Probabilmente dovrebbe nascere un sindacato autonomo e distaccato dalle grandi sigle sindacali, e diversi anche qui sono i tentativi e grande è la frammentarietà e quindi la confusione che ne deriva. Il mestiere dell’attore è estremamente empirico, almeno in apparenza e sui brevi periodi, è comprensibile che sia complesso e difficile disciplinarlo con delle leggi, per quanto molto sia già stato fatto, molto ancora resta da fare, a cominciare dalla costruzione di confini entro cui delimitare una categoria. Senza di essa, sarà difficile fare accettare alla società italiana che quello dell’attore è un mestiere che ha la stessa dignità di qualsiasi altro mestiere, che non ci si può improvvisare attori come non ci si può improvvisare ingegneri o medici. Senza una categoria è difficile dare la dignità di “lavoro” al mestiere dell’attore. La deriva peggiorne in quest’ottica è la pubblica convinzione che un attore è tale solo se lo hai visto in televisione, così ho sentito mettere sullo stesso piano Bonolis e Albertazzi da una signora che mi confidava che lei tra i due come attore preferiva Bonolis. Ma cosa può aiutare la formazione di una categoria? Intanto la coscienza di chi la costituisce, di appartenere appunto a quella categoria. Quello dell’attore è un percorso di solitudine e molto individuale, tuttavia solo cercando di inquadrare i problemi di tutti e difendendoli si possono difendere anche i propri. Per formare la coscienza della categoria forse bisogna informare e far conoscere le organizzazioni e le strutture preposte alla tutela dei diritti dell’attore. Dunque nei prossimi interventi su questo portale vorrò affrontare gli argomenti che vado ad elencare: Formazione, Imprese teatrali, Associazioni culturali, Agis, Enpals, Inps. Imaie, Sai, Fai, Associazioni di attori, Ministero, Teatri stabili, Enti lirici, Teatri privati, Enti pubblici (comuni, provincie, regioni). Partirò con L’IMAIE, l’ultima grande occasione perduta. È recente la legge che sancisce la nascita nella NUOVA IMAIE, e ancora accessa la guerra per contendersela. Mi proverò a fare un articolo di giornalismo d’inchiesta, per cercare di capire cos’è l’IMAIE come nasce e quali sono stati i problemi che l’hanno portata all’estinsione. E mentre gli attori nuotano in cattive acque, continua il giro di vite sulle loro teste.
Roberto D’Alessandro
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