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The boss sta invecchiando, è indiscutibile. Del resto siamo arrivati a 58 primavere e quando si vuol fare il ‘solito’ concerto, della ‘solita’ durata (tre ore… ma chi le fa più…), durante una tournèe che alla fine conterà un centinaio di date ed un paio di milioni di spettatori (e scusate se sono pochi), è impensabile non risentirne. Però quando Bruce Springsteen ritorna in Italia è come se si immergesse nella sua ‘Cocoon’. Sarà per via dell’origine italiana per via materna e/o per il calore che il pubblico continua a riservargli ma i suoi concerti non sono mai banali. Ed alla fine riesce ad emozionare anche chi lo vede per la prima volta e non solo i fanatici che lo seguono sempre, ovunque e comunque.
Accompagnato dalla ‘E street band’ (di cui fa parte anche la moglie, assente in Italia, Patti Scialfa mentre spiccava, sugli altri, il favoloso batterista Max Weinberg), il rocker americano si è esibito mercoledì scorso al ‘Giuseppe Meazza’ di Milano, stadio in cui si esibì per la sua prima italiana nel 1985. Biglietti esauriti, anche se molti erano in mano ai bagarini. Che questa volta però hanno fatto la fame. Del resto, figurarsi se il fanatico di The boss si faceva scappare l’occasione quando, a dicembre erano stati messi in vendita… Ma passiamo al concerto, fatto di qualche estratto del nuovo album ma soprattutto di grandi successi del passato. Si parte fortissimo con ‘Summertime Blues’, ‘Out In The Street’, ‘Radio Nowhere’, ‘Prove It All Night’, ‘The Promised Land’, ‘Spirit In The Night’. Poi comincia l’alternanza di brani lenti e più veloci: ‘None But The Brave’, ‘Hungry Heart’, ‘Candy’s Room’, ‘Darkness On The Edge Of Town’, ‘Darlington County’, ‘Because The Night’, ‘She’s The One’, Livin’ In The Future’, ‘Mary’s Place’, ‘I’m On Fire’, ‘Racing In The Street’ ‘The Rising’, ‘Last To Die’, ‘Long Walk Home’, ‘Badlands’. Spettacolare il bis: partenza (per modo di dire) lenta con ‘Girls In Their Summer Clothes’, ‘Detroit Medley’ ‘Born To Run’, la sempre splendida ‘Rosalita’, ‘Bobby Jean’ e ‘Dancing In The Dark’. Tutto finito? Macchè… Bruce sembra proprio non avere voglia di andare via e così regala al pubblico presente altre due perle ‘American Land’ ed una ‘Twist And Shout’ di almeno dieci minuti. Solo dopo, arrivato alle tre ore, è ora di andare via. Ma chissà, se non ci fosse stata l’ordinanza che interrompe gli spettacoli alle 23.30, ed ha costretto ad anticipare la partenza di mezz’ora, magari The Boss sarebbe ancora lì a suonare. Inutile spiegarne la grandezza di Springsteen, che si vede soprattutto nei suoi concerti, con le scalette sempre diverse. L’effetto di magia che spiega il fanatismo dei suoi seguaci, lo si può cogliere solo ammirandolo dal vivo. Alla prossima Bruce, torna presto. Valerio Nobile |