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E Pensare che Eravamo Comunisti. Sala Umberto PDF Stampa E-mail
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E pensare che eravamo comunisti
Riapre il 7 settembre la stagione con la commedia di Roberto D'Alessandro: tensioni, gag e drammi di una famiglia 20 anni dopo la protesta

ROMA - È la Sala Umberto il primo teatro a riaprire palcoscenico e platea per la nuova stagione di prosa. Lo farà martedì sera proponendo uno dei successi dell’ultima stagione, con una lunga serie di esauriti al teatro dei Servi: «E pensare che eravamo comunisti» Scritto e diretto da Roberto D'Alessandro con Pia Engleberth, Maria Lauria, Claudia Campagnola, Romano Fortuna e Simon Tagliaferri.

LA STORIA DI UNA FAMIGLIA DI COMUNISTI - Commedia agrodolce, con un titolo di grande richiamo e il merito dichiarato di non voler proporre un testo immortale. D’Alessandro vuole parlare dell’oggi, e vuole farlo facendo sorridere il pubblico, tutto il pubblico, non solo quello dei classici, di Pirandello e dell’avanguardia. La storia è quella di una famiglia storicamente comunista alle prese con la crisi degli ideali politici e sociali della sinistra che perdono terreno nei confronti delle nuove tendenze consumistico-liberiste delle nuove generazioni. Giulia e Rinaldo - i protagonisti - si sono conosciuti negli anni settanta nel periodo delle lotte studentesche e delle manifestazioni di protesta contro il sistema. Giulia è ancora politicamente impegnata e divide la sua esistenza tra la famiglia, i figli e la sezione di Rifondazione, Rinaldo invece è passato da Democrazia Proletaria via via fino al Partito Democratico, lavora nel suo studio professionale e vede, con rammarico, raffreddarsi il suo rapporto con la moglie. Nilde, la figlia riempie le pareti di casa di quadri multicolori che non riesce a vendere; Enrico, suo fratello, è fidanzato con la figlia di un avvocato di grido e guida macchine di grossa cilindrata.

FINALE A SORPRESA - In famiglia c'è anche Oba, il domestico di colore, ma laureato in filosofia, paziente e un po' burlone e, infine a completare il quadretto familiare arriva anche la zia calabrese Maria con le sue piccanti specialità gastronomiche e le sue crisi matrimoniali. Fino a quando Enrico non decide di candidarsi per una lista di destra e tutto si complica.

Sala Umberto
Via della Mercede, 50
tel. 06.6794753
Dal 7 al 19 settembre

 
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