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 Fabrizio Corona condannato: siete d’accordo?
Fabio Giuffrida: “Corona non è un santo ma è indubbio che la Giustizia in Italia non funziona. I magistrati hanno troppo potere e non sono ‘super partes’. Ma è giusto scattare foto ai vip e poi chiedere soldi per oscurarle?”
Un bel giorno il Tribunale di Milano decise di condannare a 3 anni e 8 mesi il Re dei Gossip: il sign. Fabrizio Corona. Questi ha reagito malamente con un sonoro “Mi vergogno di essere italiano”. In questo periodo un po’ tutti ci vergogniamo di esserlo, un po’ per le ostilità tra i politici, un po’ per la pessima situazione economica in cui versa il nostro Paese, un po’ per tutti i delitti che ogni giorno vengono commessi. Ma Corona è arrabbiato perché in Italia non c’è giustizia, perché i giudici dicono bugie e hanno troppo potere, perché i giudici lo hanno condannato per un reato che non esiste. Lui è stato accusato di estorsione quando l’estorsione, nel suo caso, non sussiste: Fabrizio Corona ha semplicemente informato un suo caro amico di quelle foto e gli ha proposto di comprarle affinché venissero oscurate. Non si è tratto di un ricatto. Poi ognuno è libero di interpretarlo come vuole, ma la legge no. I magistrati dovrebbero essere sempre “super partes”, ma in molti casi non lo sono:
basti pensare all’importanza che stanno attribuendo alle parole di un mafioso, di un pazzo che ha commesso 40 omicidi e 6 stragi, di un pazzo che ha sciolto nell’acido un bambino, di un pazzo che ora dice di essersi convertito e di voler ricostruire la Storia. Basti pensare anche ai giudici che sentenziano sulle pene pecuniarie, senza avvalersi di consulenti, ma semplicemente scrivendo cifre a caso. Come al Lotto, sì.
Corona ha solo un compito: comprare foto dalle sue “volpi” e poi rivenderle ai giornali. Foto scattate rigorosamente in ambiente pubblici, così come consente la Legge. Queste foto verranno commentate dal Giornalista della Rivista che le compra, e sarà lo stesso a montarne poi lo scoop. La responsabilità di pubblicarle è a carico dell’Editore e del Direttore della Rivista stessa. Corona fa solo da tramite. Poi, come già accennato sopra, se si tratta di amici Corona cerca di tutelarli, non facendo del male tuttavia alle sue tasche. Corona non è un santo ma non deve neppure essere il capro espiatorio per un lavoro che in Italia non è mai stato ben definito: è giusto sì o no scattare foto senza autorizzazione? E’ giusto chiedere denaro per oscurarne la pubblicazione?
E’ anche vero che quando una persona qualunque decide di diventare vip, è cosciente che i fotografi la seguiranno, che la vita privata diventerà pubblica, che tutto sarà alla portata di tutti. Il vip è cosciente di ciò che sta facendo: se ama lavorare nel mondo dello spettacolo per popolarità e denaro, sa anche che il Gossip potrebbe “soffocarlo”. Bisogna sottolineare che alcuni Scoop sono accordati, dunque fasulli, e molti di questi non fanno che portare solo visibilità agli interessati.
In una lettera aperta, online su un Gruppo di Facebook, Corona dichiara: “Perché patteggiare per una colpa che io non ho? Sono un combattente e i miei principi me li tengo stretti. Ma lo so che nella corsa ho commesso tanti, troppi errori”. Ma la legge è davvero uguale per tutti?
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FABIO GIUFFRIDA
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