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Agrodolce:
Fabio Giuffrida: “Agrodolce presto potrebbe essere chiusa per motivi burocratici. Una fiction che è futuro, vetrina per il Sud, fonte economica e cultura. Perché l’Italia considera così poco l’Arte e lo Spettacolo? Svegliamoci!”
Intervista esclusiva a Danilo Cataldo “Lavorare Nello Spettacolo” non può ignorare una notizia clamorosa la quale sta generando il malcontento dei telespettatori italiani: Agrodolce presto potrebbe essere chiusa. Non chiude per bassi ascolti, né per mancanza di fondi, né per problemi tecnici: chiude per motivi burocratici. Agrodolce, che veniva ospitata nella sede dei Med Studios a Termini Imerese (Palermo), è stata una grande “industria” con ben 400 dipendenti diretti e 1500 tra attori, comparse etc… Ha dato lavoro a chi non ne aveva e ha valorizzato anche l’immagine della Sicilia nel Mondo. Una fiction voluta fortemente da Giovanni Minoli, una fiction che lui definisce “romanzo popolare”. La prima serie è costata 24 milioni di euro, divisi a metà tra E se i giornali non danno peso a questa scandalosa notizia, Danilo Cataldo e il Gruppo Facebook da lui fondato si stanno battendo per la riapertura della Fiction siciliana. Ma finora nessuno li ha ascoltati. Questa è la cattiva informazione italiana che realizza giornalmente centinaia di servizi dedicati alle trans di Marrazzo (di cui potremmo fare anche a meno) e non dà spazio alle richieste del popolo, quel popolo che non vuole la morte della cultura in Italia. Agrodolce è cultura, Agrodolce è vetrina per
Perché nasce il vostro Gruppo? Cosa sta succedendo ad “Agrodolce”? Anzitutto grazie per l'attenzione che i media non ci stanno riservando. Il nostro Gruppo è formato da persone di tutto il mondo, spettatori che vogliono vedere la seconda serie e gente che, come me, su Agrodolce si è formato (quello della formazione è un aspetto fondamentale del progetto), lavorava e spera di lavorare ancora. L'esigenza di creare un Gruppo su internet e mobilitarci nasce dallo stato d’incertezza nel quale viviamo ormai da dieci mesi. Le riprese della prima serie, infatti, sono terminate a Gennaio 2009 ed è da allora che, di settimana in settimana, di giorno in giorno, viene rimandato l'inizio delle riprese della seconda. Quali risposte vi aspettate dalla Rai e dalla Regione Sicilia? Le risposte che ci aspettiamo sono semplici. Vorremmo sapere se La chiusura di Agrodolce porterà a spasso anche molti addetti ai lavori? L'industria dell'audiovisivo può garantire posti di lavoro qualificati in una Regione che ha un altissimo tasso di disoccupazione. Si pensi che sulla prima serie di Agrodolce hanno lavorato più o meno duemila persone. Bisogna mettersi in testa che l'industria dell'intrattenimento è industria al pari delle altre e merita dignità e attenzione. Il nostro è un lavoro duro. E' un lavoro vero. Qual era lo share medio di ascolti della fiction “Agrodolce”? Agrodolce è un prodotto televisivo di successo che, partendo in sordina, è riuscito a toccare il 10% di share in tempi brevissimi. Agrodolce è un prodotto premiato dal pubblico. Per questi motivi ci battiamo. Perché in gioco non c'è solo una serie televisiva ma la vita, i sogni, le speranze e la dignità di centinaia di persone. Ringraziamo il Sign. Cataldo per le sue parole, e non possiamo che concordare con lui. Agrodolce, così come tutti gli altri prodotti televisivi di successo che si caratterizzano per qualità, devono essere salvaguardati: tante sono le persone che ci lavorano e ora sono a spasso, tanti sono i telespettatori che la seguivano con assiduità e ora la rimpiangono, tanti sono coloro che non vogliono la morte della cultura in Italia e ora si battono per salvaguardarla. Quello che i “piani alti” non hanno capito è che l’Arte e lo Spettacolo, se finanziati in modo equilibrato (senza “fondi a pioggia”), potrebbero rappresentare una fetta rilevante della produzione economica italiana. Ma Per iscriversi al Gruppo in difesa della Fiction “Agrodolce”: http://www.facebook.com/group.php?gid=207744019178&ref=ts Vuoi commentare? Scrivici a
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con oggetto “Agrodolce” E’ assolutamente vietato copiare lo Speciale “Agrodolce: la morte della cultura in Italia” poiché è stato realizzato in esclusiva nazionale solo per il portale“Lavorare Nello Spettacolo”. L’intervista è stata curata da Fabio Giuffrida. FABIO GIUFFRIDA |
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