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Agrodolce: la Fiction che è Futuro muore

 

Fabio Giuffrida: “Agrodolce presto potrebbe essere chiusa per motivi burocratici. Una fiction che è futuro, vetrina per il Sud, fonte economica e cultura. Perché l’Italia considera così poco l’Arte e lo Spettacolo? Svegliamoci!”

 

Intervista esclusiva a Danilo Cataldo

“Lavorare Nello Spettacolo” non può ignorare una notizia clamorosa la quale sta generando il malcontento dei telespettatori italiani: Agrodolce presto potrebbe essere chiusa. Non chiude per bassi ascolti, né per mancanza di fondi, né per problemi tecnici: chiude per motivi burocratici. Agrodolce, che veniva ospitata nella sede dei Med Studios a Termini Imerese (Palermo), è stata una grande “industria” con ben 400 dipendenti diretti e 1500 tra attori, comparse etc… Ha dato lavoro a chi non ne aveva e ha valorizzato anche l’immagine della Sicilia nel Mondo. Una fiction voluta fortemente da Giovanni Minoli, una fiction che lui definisce “romanzo popolare”.

La prima serie è costata 24 milioni di euro, divisi a metà tra la Regione Sicilia e la Rai. Per le altre due serie previste erano stati stanziati 22 milioni di euro dalla Rai e addirittura 25 milioni dalla Regione Sicilia. Così sembrerebbe tutto apposto perché i soldi ci sono. Ma gli intenti no. Le pratiche burocratiche, infatti, finiranno per bloccare tutto. Da Gennaio gli attori sono a spasso, gli sceneggiatori da Agosto e la Produzione da Ottobre. Un vero disastro. Adesso la Rai ha lanciato un ultimatum ordinando che le riprese comincino entro poche settimane, altrimenti Agrodolce sarà cancellata dal palinsesto. Il Sindaco Burrafato ha commentato così: “I soldi ci sono. Ma bisogna fare presto e firmare l’Accordo”. Ma pare che di Agrodolce non importi niente a nessuno. Giovanni Minoli parla della Sicilia come “una terra baciata da Dio, che sta sprecando una grande opportunità, quella di far crescere un mercato produttivo alternativo, ovvero quello audiovisivo”. Minoli vorrebbe trasformare la Sicilia, etichettata come “la terra di Cosa nostra”, in una grande industria cinematografica, sul modello di Roma.

E se i giornali non danno peso a questa scandalosa notizia, Danilo Cataldo e il Gruppo Facebook da lui fondato si stanno battendo per la riapertura della Fiction siciliana. Ma finora nessuno li ha ascoltati. Questa è la cattiva informazione italiana che realizza giornalmente centinaia di servizi dedicati alle trans di Marrazzo (di cui potremmo fare anche a meno) e non dà spazio alle richieste del popolo, quel popolo che non vuole la morte della cultura in Italia. Agrodolce è cultura, Agrodolce è vetrina per la Sicilia, Agrodolce è una fonte di guadagno per gli Artisti italiani. E “Lavorare Nello Spettacolo”, essendo come sempre a servizio degli Artisti, ha deciso di dare spazio a Danilo Cataldo che ha spiegato così il perché di questa sua nobile iniziativa. L’intervista è stata curata da Fabio Giuffrida.

 

Perché nasce il vostro Gruppo? Cosa sta succedendo ad “Agrodolce”?

Anzitutto grazie per l'attenzione che i media non ci stanno riservando. Il nostro Gruppo è formato da persone di tutto il mondo, spettatori che vogliono vedere la seconda serie e gente che, come me, su Agrodolce si è formato (quello della formazione è un aspetto fondamentale del progetto), lavorava e spera di lavorare ancora. L'esigenza di creare un Gruppo su internet e mobilitarci nasce dallo stato d’incertezza nel quale viviamo ormai da dieci mesi. Le riprese della prima serie, infatti, sono terminate a Gennaio 2009 ed è da allora che, di settimana in settimana, di giorno in giorno, viene rimandato l'inizio delle riprese della seconda.

Quali risposte vi aspettate dalla Rai e dalla Regione Sicilia?

Le risposte che ci aspettiamo sono semplici. Vorremmo sapere se la Regione Sicilia (ci rivolgiamo in particolare al Presidente Lombardo e all'Assessore Leanza), con i fatti e non solo a parole, hanno intenzione di finanziare la seconda stagione (ma in tempi brevissimi) e quindi continuare nel progetto di realizzare un centro di produzione audiovisivo permanente sul territorio. Come dice Giovanni Minoli, infatti, non bisogna pensare ad Agrodolce come ad un progetto unico, ma "inquadrarla in un sistema produttivo più ampio”. Ricordo inoltre che Agrodolce è una vetrina importante per l'isola (una recente ricerca, commissionata dalla Regione Campania ad alcuni importanti tour operator internazionali, ha rilevato come siano sempre più numerosi i turisti stranieri che arrivano in Italia suggestionati da location cinematografiche) e può contribuire in maniera importante al suo sviluppo.

La chiusura di Agrodolce porterà a spasso anche molti addetti ai lavori?

L'industria dell'audiovisivo può garantire posti di lavoro qualificati in una Regione che ha un altissimo tasso di disoccupazione. Si pensi che sulla prima serie di Agrodolce hanno lavorato più o meno duemila persone. Bisogna mettersi in testa che l'industria dell'intrattenimento è industria al pari delle altre e merita dignità e attenzione. Il nostro è un lavoro duro. E' un lavoro vero.

Qual era lo share medio di ascolti della fiction “Agrodolce”?

Agrodolce è un prodotto televisivo di successo che, partendo in sordina, è riuscito a toccare il 10% di share in tempi brevissimi. Agrodolce è un prodotto premiato dal pubblico. Per questi motivi ci battiamo. Perché in gioco non c'è solo una serie televisiva ma la vita, i sogni, le speranze e la dignità di centinaia di persone.

Ringraziamo il Sign. Cataldo per le sue parole, e non possiamo che concordare con lui. Agrodolce, così come tutti gli altri prodotti televisivi di successo che si caratterizzano per qualità, devono essere salvaguardati: tante sono le persone che ci lavorano e ora sono a spasso, tanti sono i telespettatori che la seguivano con assiduità e ora la rimpiangono, tanti sono coloro che non vogliono la morte della cultura in Italia e ora si battono per salvaguardarla. Quello che i “piani alti” non hanno capito è che l’Arte e lo Spettacolo, se finanziati in modo equilibrato (senza “fondi a pioggia”), potrebbero rappresentare una fetta rilevante della produzione economica italiana. Ma la Regione Sicilia fa orecchie da mercante…

Per iscriversi al Gruppo in difesa della Fiction “Agrodolce”: http://www.facebook.com/group.php?gid=207744019178&ref=ts

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E’ assolutamente vietato copiare lo Speciale “Agrodolce: la morte della cultura in Italia” poiché è stato realizzato in esclusiva nazionale solo per il portale“Lavorare Nello Spettacolo”. L’intervista è stata curata da Fabio Giuffrida.

FABIO GIUFFRIDA

 
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