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 E’ raro, rarissimo, che la nostra Redazione si occupi di recensire un film. Ma come potevamo sottrarci dal commentare un film come Gomorra? Roberto Saviano, colui che ha scritto il libro “Gomorra” e ha ispirato il film di Matteo Garrone, è e deve essere un modello per i giovani. Un uomo che, volendo sconfiggere la criminalità, sfrutta uno dei metodi di comunicazione più efficace: un libro. Un libro che viene letto e apprezzato da tutti. Il film altrettanto. Saviano, si sa, la camorra non lo sopporta per niente: è meglio farlo fuori, uno in meno. Ma lo Stato risponde affidandogli la scorta che lo proteggerà dai malintenzionati, dai boss, dai camorristi. Saviano si è sacrificato per far conoscere al mondo tutta la verità, per far conoscere un paese dove regna l’illegalità e l’omertà. Le storie, le scene sembrano al limite dell’assurdo, ma tutti sappiamo bene che quelle cose esistono: lo spaccio in alcune zone avviene all’aria aperta, i camorristi tuttora controllano il mercato e hanno acquistato addirittura le azioni per la ricostruzione delle Torri Gemelle a New York.
Le storie raccontate nel film? Sono tante, tutte molto interessanti… C’è la donna il cui marito è in carcere, la madre che si vede sottratta il figlio dai camorristi, lo stilista che si vende ai cinesi, i due ragazzacci che muoiono pur di guadagnare 10 mila euro, l’imprenditore che lavora nel settore dello smaltimento dei rifiuti tossici. Il linguaggio adoperato nel film è quello napoletano o in dialetto casalese: credetemi, si capisce pochissimo. Per fortuna che ci sono i sottotitoli! Sicuramente il dialetto aiuta moltissimo a rendere più “reali” le vicende, ma i sottotitoli risultano assai fastidiosi. Gli attori non sono dei professionisti, ma la maggior parte gente del posto. Le scene sono girate con estrema precisione, le ambientazioni scelte benissimo e i personaggi adatti ai ruoli. L’unica cosa che non ho gradito è stato il pessimismo che trasmette questo film: descrive la realtà, mostra come i ragazzi muoiono, come i boss riescano nelle loro imprese, come la polizia viene ingannata. In parte è vero, ma non possiamo nascondere che negli ultimi anni le Forze dell’Ordine stiano facendo un gran lavoro: giorni fa sentivo di un maxi blitz in zone degradate nel Catanese dove sono stati effettuati arresti e sequestri di tonnellate di droga. Inoltre reale, realissimo, il problema dei “cinesi”: non volendo essere razzista, hanno invaso il nostro Paese, stanno divorando la nostra economia, sono i re della contraffazione. La colpa non è loro, ma soprattutto nostra: perché gli italiani continuano a comprare dai cinesi? Perché preferiamo i vestiti cinesi a 1 euro piuttosto che un “made in Italy” in vero cotone a 20 euro? Perché gli imprenditori italiani affidano la lavorazione delle borse, dei vestiti griffati ai cinesi? Per risparmiare? Ebbene sì, per risparmiare, per sfruttare la manodopera cinese che costa pochissimo. Ma non ci pensate che così facendo la nostra economia perirà presto? Forse l’Italia avrebbe fatto meglio ad essere un Paese“severo”con leggi dure: ora bisogna salvaguardare i nostri territori e… finiamola di fare i finti moralisti. Questo discorso esenta chiaramente tutti i cinesi onesti. Concludendo diamo un voto al film sopra recensito, che è anche candidato all’Oscar 2009. . Ambientazione: 8
Linguaggio: 7 Personaggi: 8 Trama/Storia: 9 Voto finale: 8 “Gomorra” è promosso con un 8! Ma vi avverto, non saremo sempre così “buoni”… Se volete sottoporre il vostro film preferito ad una recensione di Fabio Giuffrida scriveteci a:
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E’ severamente vietato copiare “Gomorra - La recensione di Fabio Giuffrida” poiché è stata realizzata in esclusiva nazionale per il portale“Lavorare Nello Spettacolo”. Si ringrazia per la grafica: http://silvermoon.forumcommunity.net/ FABIO GIUFFRIDA
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