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FEDERICA TATULLI in MADAME BOVARY C’EST MOI Tratto dall’omonimo romanzo di Gustave Flaubert regia GIANCARLO FARES Scene Maurizio Moretti Disegno Luci Luca Barbati Drammaturgia Mario Migliucci
. Dal 14 febbraio al 2 marzo 2008, è in scena, al Teatro L’Orangerie, “Madame Bovary c’est moi” spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Gustave Flaubert. Madame Bovary, possessiva amante di Flaubert, è l’incarnazione letteraria della mente dell’autore. Flaubert le attribuì le sue allucinazioni colorate, le vibrazioni nervose, i gesti inconsci, i torpori, le esaltazioni, le aspirazioni.
Portava nella mente un lago dove ogni cosa si rifletteva e scintillava: il mormorio cercava di espandersi, la fluidità cercava di uscire dai propri confini. E ribolliva, tumultuava, come migliaia di cascate che trascinavano con sé allucinazioni e vibrazioni. Aveva bisogno di venire inondato. Quando l’inondazione mancava, si trovava annientato, “come se tutte le sorgenti fecondanti fossero rientrate in terra”, e sentiva passare, sopra di sé, “aridità innumerevoli che gli soffiavano in viso, la disperazione”. Ma l’inondazione poteva travolgerlo.
“...scrivendo passavo giornate nell’illusione, completamente, e dal principio alla fine. Nel momento in cui scrivevo ero così travolto, recitavo così forte le mie frasi e sentivo così profondamente quello che provava la mia donnetta, che io stesso ho avuto paura. La testa mi girava. Non essere più se stessi, ma circolare in tutta la creazione...ho passeggiato a cavallo in una foresta, in un pomeriggio d’autunno, sotto le foglie gialle, ed ero il cavallo, le foglie, il vento, le parole che si dicevano e il sole rosso che faceva socchiudere le palpebre annegate d’amore.” Gli altri erano lui, lui era gli altri. Fin dall’inizio si scorge Emma con la fronte alla finestra. Se la vita le sembra una sola mancanza, una sola vanità e un solo disgusto, essa cerca lontano, là dove nasce e muore il sogno, là dove comincia, per non terminare mai, “l’immensità bluastra” dell’infinito. Ma i suoi occhi non si accontentano di guardare: vogliono possedere. Vuole i corpi, il lusso, il danaro, il sangue. È divorata e divora e tutto la spinge verso l’autodistruzione. Tutta l’esistenza di Emma è letteratura: i suoi sogni, i suoi amori, i corteggiamenti...e forse Emma potrebbe essere vera solo se salisse sulla scena. Nel sogno e nella parola – queste due realtà opposte – il falso corrisponde al falso, come due specchi simmetrici. Questa l’essenza dello spettacolo sapientemente interpretato da Federica Tatulli e diretto da Giancarlo Fares. “non sono che un personaggio di romanzo, il frutto di un’immaginazione in delirio che mi ha inventato per far credere che non esisto” ORARIO DEGLI SPETTACOLI: dal Lunedì al sabato ore 21.00, Domenica ore 17.30 L'Orangerie, Teatro dell'Accademia Via Alessandro Volta, 41a - 00127 Roma (Rm) Tel. 0630310156 oppure 3929779605 E-mail:
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. Ufficio Stampa Sara Valerio
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