“La serie televisiva ha suscitato aspre polemiche perché proporrebbe falsità e luoghi comuni sui giovani. In particolare, alcuni studenti del liceo classico Mamiani (dove sono ambientate le riprese) hanno rivolto un appello al preside per denunciare che essi non si riconoscono nel quadro generazionale piatto e stereotipato presentato dalla fiction”.
La trama della fiction, invece, è sempre la stessa: racconta di un gruppo di ragazzi nell’età adolescenziale mettendo in risalto tutti i problemi tipici di questo momento della vita. Tra i personaggi che hanno colpito maggiormente il pubblico italiano ci sono Carolina Benvenga, la figlia del professor Cinerino, e Federico Costantini, il bullo sofferente della classe. Secondo alcune interviste rilasciate a tv/giornali nessuno dei “Liceali” ha un buon rapporto con la scuola: alcuni hanno interrotto gli studi, altri non vanno benissimo e a stento racimolano una sufficienza in qualche materia. Insomma è difficile conciliare studio e lavoro! Su questo propongo una riflessione: i professori dovrebbero essere più pazienti e generosi con gli attori-studenti? Sì, perché l’arte va stimolata e non ostacolata con le classiche battute “Divertiti nel set, ma quando torni sono guai”. Se veramente vogliamo migliorare il paese, bisogna che si crei un’armonia tra professori e studenti: i piccoli attori devono avere la possibilità di continuare gli studi nel limite del possibile senza che “dall’alto” si pretenda troppo. Ci vuole “il mezzo esonero” poiché si fa servizio pubblico: la fiction, qualunque essa sia, impartisce insegnamenti al pubblico che ha il piacere di seguirla. Questa fiction è stata mandata in onda in esclusiva nazionale sul canale Joi dove ha ottenuto un grande successo. E’ anche possibile che, a causa dell’anteprima assoluta su Joi, la fiction abbia perso molti telespettatori: tuttavia si è rivelata leader nel target commerciale, ovvero 15-24 anni. Con “I liceali” è stato messo in rilievo anche il reale rapporto tra professori-studenti: il ruolo del professore è quello di educare, e non quello di bastonare gli studenti con punizioni severe, da campo di concentramento. La scuola non deve essere solo “fabbrica di voti” più o meno meritati, ma anche “polo sociale e culturale”. Finiamola con le leggi staliniane emanate dall’ex governo Prodi: esami di riparazione, lacune gravi o meno gravi, corsi di recupero, sportelli formativi.. ma che si formassero un po’ più i nostri politici! Oramai
il significato di scuola è andato degenerando, pertanto i ragazzi hanno reagito usando le nuove tecnologie e tenendo un comportamento poco rispettoso verso i professori.
Prima di chiudere vi ricordo che “I Liceali 2”sono ancora alla ricerca di giovani ragazzi. Per proporsi inviare cv e foto all’indirizzo:
Taodue – NovaFilm
Via Pompeo Magno, 1 – cap. 00192
Oggetto: Casting “I Liceali 2”.
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Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane
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con oggetto “I Liceali Talk”
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L’articolo è stato scritto da Fabio Giuffrida
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