Lavorare nel mondo dello spettacolo


Intervista a Fabio Mazzari - Seconda Parte PDF Stampa E-mail
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Le grandi interviste di Fabio Giuffrida

Intervista a Fabio Mazzari di “Vivere”

2° Parte

Qui la Prima Parte Dell'Intervista

 

<<Avevo qualche sassolino nelle scarpe…>>

<<Centovetrine si è accomodata nel letto di Vivere senza ringraziare, ereditando quasi 5 milioni di telespettatori>>

<<Parteciperei a “L’isola dei Famosi” e sono stato sfrattato dal mio teatro di Milano>>

 

Lavorare nello spettacolo è difficile e talvolta poco sicuro.

E’ indubbio che il lavoro in banca sia più sicuro. Ma è meno stimolante e avventuroso. “ Fare l’artista” ti porta molte domande e pochissime risposte. La disoccupazione è il prezzo di questa libertà. C’è da dire, però, che l’artista vive con addosso il senso della precarietà esistenziale, che diventa la sua vera natura.

E cosa ne pensi di Centovetrine?

Centovetrine non l’ho quasi mai vista. Centovetrine, senza alcuna fatica, non ha fatto che accomodarsi nel letto, che Vivere aveva scaldato. Insomma, un modello da seguire, se non da copiare, totalmente. E dal quale prendere, infine, senza minimamente ringraziare, una dote di circa 4 o 5 milioni spettatori. Gli attori di Vivere, quasi tutti sono sempre stati semplici e giocherelloni. Eravamo molto “easy”. Non ce la siamo mai “ tirata”. Non credo che si possa dire lo stesso degli attori di Centovetrine. Centovetrine in ogni caso è interpretata molto bene e gli attori sono tutti bravi. E le storie sono sicuramente affascinanti.

Dunque Centovetrine fu privilegiata?

Ha goduto di una serie di privilegi e di “premure” che l’hanno messa su un piedistallo dorato. A cominciare dall’orario, a tutta una serie di “coccole” che Vivere non ha certo avuto. Innumerevoli le promozioni televisive, innumerevoli le partecipazioni a vari talk-show di Mediaset, innumerevoli gli articoli e i servizi sulla stampa specializzata, etc.

Se le proponessero un reality show, accetterebbe?

Sì, accetterei. All’inizio, non la pensavo così. Per me, che sono uno che si isola maledettamente, sarebbe un grande esame.  Parteciperei a “L’isola dei famosi”. Mi sembra il più vero.

Quale regista tra Salemme, Faenza o Avati preferisce?

Non saprei. Salemme è bravo e simpatico, mi darebbe  modo di dimostrare che sono un attore comico. Faenza è un regista importante e prestigioso. Ma forse sceglierei Avati perché una vena lirico-provinciale di fondo, molto intima e poetica, che io sempre cerco.

Progetti futuri?

Dovevo fare un film sul rugby, ma sono venuti a mancare i fondi. Dal mio teatrino di Milano sono stato sfrattato. Comunque dovrei fare teatro in Sicilia. Ho progettato anche un “ format” televisivo, rivolto ai giovani sul teatro. Lo stiamo proponendo a Sky. Poi sto scrivendo un paio di sceneggiature, che dovrebbero interessare la Rai di Milano, e, soprattutto, sto scrivendo un “noir”. Era cominciato per gioco e invece pare che interessi alla Mondadori.

Saluti i nostri lettori…

Avevo qualche “sassolino” nelle scarpe. Vi ringrazio di avermi dato la possibilità di togliermeli. Mi piacerebbe continuare il dialogo con voi e, per questo, vi direi di scrivermi. Mi potete, comunque, trovare su Facebook o al mio indirizzo e-mail   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

FINE DELL’INTERVISTA - La prima parte dell'intervista e' DISPONIBILI QUI

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E’ assolutamente vietato copiare l’intervista esclusiva a Fabio Mazzari poiché è stata realizzata in esclusiva nazionale solo per il portale“Lavorare Nello Spettacolo”.

L’intervista è stata curata da Fabio Giuffrida.

FABIO GIUFFRIDA

 
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