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Le grandi interviste di Fabio Giuffrida   

Intervista a Fabio Mazzari di “Vivere”

<<Centovetrine protetta e coccolata, Vivere mandata in un ospizio su Rete4>>

<<Noi attori di soap non siamo sieropositivi, perché ci tenete alla larga?>>

<<L’unico metodo per insegnare recitazione è recitare, no agli integralismi metodologici>>

 

“Vivere” è stata una grande esperienza. Come se la ricorda?

Il ricordo che ho di quel periodo è fantastico. Un momento magico della mia vita. Entrai nel cast quasi fuori tempo massimo e cominciò per me un’avventura meravigliosa, durata dieci anni. A me poi, che venivo dalle fatiche del teatro, sembrava tutto semplice e bellissimo. Ma soprattutto, il mio personaggio, Alfio Gherardi, che ho amato moltissimo e da subito. Come anche il pubblico, credo.

E questo ancora mi commuove. Ho avuto tanto da Vivere. Davvero, un patrimonio della mia vita. 

Ma “Vivere” è stato chiuso per bassi ascolti. Di chi è la colpa?

C’è stato un concorso di colpe. Per prima cosa escludo del tutto i registi, che non hanno alcuna responsabilità. Anzi hanno sempre fatto di tutto e di più. Il cast? Può darsi. Ma non particolarmente. Nelle fiction serali ci sono attori e attrici che non sanno, letteralmente, parlare. In certi casi, servirebbero i sottotitoli. Dovrebbero andare da un logopedista. Non resta che la rete. Vivere, infatti, dopo due anni trionfali, fu spostata d’autorità, dall’orario originale (14,20) ad uno ben più arduo (12,30). Lo scopo era quello di conquistare nuovo pubblico. Ma soprattutto, quello di cedere il proprio orario a Centovetrine, che andava assolutamente protetta. Nel frattempo venivano allontanati gli sceneggiatori, e mandati, ovviamente, a Centovetrine. Venivano allontanati alcuni dei “ vecchi” personaggi per farne entrare in massa dei nuovi. Con storie nuove e, forse, meno avvincenti delle precedenti. Poi, per contrastare Incantesimo, Vivere fu nuovamente spostata, nel periodo luglio-agosto 2008, alle ore 15. A ciò si aggiunga la trama, cambiata in modo radicale e improvviso. Infine Vivere venne relegata su Retequattro alle 12! Come in una sorta di ospizio. Ma anche qui Vivere continuava a fare audience. Ma si rese necessario abbatterla. Il nostro iniziale, strepitoso successo, secondo alcune voci ci aveva procurato più nemici, che amici. E prima o poi, tale inaspettato successo, lo avremmo pagato…

Alfio Gherardi è entrato in tutte le famiglie d’Italia. E i tuoi colleghi hanno ripreso a lavorare?

Alfio è entrato in molte famiglie. Le ragazzine dicevano che io ero il padre che avrebbero voluto avere. Purtroppo, dopo la chiusura di Vivere ho perso di vista un po’ tutti e ho solo qualche sporadico contatto telefonico. Quindi, non sono al corrente della situazione professionale dei miei colleghi. Fiorenza Marchegiani, la mia ex moglie di Vivre, l’avrete vista in “Natale a New York “. Su di noi pesa inoltre il fatto di avere interpretato, per tanto tempo, i nostri personaggi. Come ci hanno detto chiaramente, dovrà passare molto tempo prima che ci liberiamo di quei ruoli, se mai ci riusciremo. Per i produttori italiani gli attori di soap sono visti come inferiori. Ci tengono accuratamente alla larga. Quasi fossimo, non so, sieropositivi. In compenso, da noi, diventano rapidamente attori protagonisti i reduci dai vari reality o i personaggi della cronaca più trash.

Lei è anche insegnante di recitazione…

Cerco di insegnare quello che ho appreso nella mia carriera. Non credo agli integralismi metodologici, alla fedeltà cieca a questo o quel metodo. Credo che l’unico metodo da seguire, sia quello di recitare bene. Guido i miei alunni attraverso la conoscenza di testi, scene, caratteri, psicologie, etc. Fare l’insegnante è bello ma è faticoso. Io mi metto nei panni di ogni allievo, e cerco di aiutarlo a dare il massimo. Fare l’attore, invece, ha qualcosa di infantile e magico, al tempo stesso. Risponde al bisogno del bambino, di giocare a interpretare il mondo. E a quello arcaico, dell’uomo, di provare l’ebbrezza della metamorfosi.

 

CONTINUA…

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L’intervista è stata curata da Fabio Giuffrida.

FABIO GIUFFRIDA

 
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