| Intervista al Regista di High School Musical |
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HIGH SCHOOL MUSICAL 3: INTERVISTA
R: La storia ha raggiunto un altro livello, e le maggiori aspettative riguardano anche i protagonisti stessi. La storia ha inizio in primavera, alla fine della stagione sportiva del basket, quindi è un momento di transizione in cui i nostri personaggi sono rivolti al futuro, alla decisione rispetto al college da frequentare dopo il diploma, alla vita privata, e si chiedono se riusciranno a restare tutti amici. C’è una battuta ricorrente nel nostro film: “Tutti sanno che la ragazza del liceo non dura mai dopo la fine della scuola”, infatti la storia ruota intorno a questo problema, e cioè al futuro del legame fra Troy e Gabriella. D: Non starai mica dicendo che Troy e Gabriella si separano? R: [Ride] E’ proprio questo il punto: cosa ne sarà di loro alla fine dell’anno scolastico? Nel frattempo, però, il film ci mostrerà il loro grande amore. Nel primo episodio, il loro rapporto era nato da poco (due settimane), e loro erano ancora giovanissimi perciò era normale che la storia finisse con un bacio e nient’altro. Nel secondo film, lo spettatore si gode semplicemente l’evoluzione del loro rapporto, i momenti romantici che i due trascorrono insieme. Nel numero 3, invece, i loro sentimenti sbocciano e sono conditi da momenti di grande divertimento. D: HIGH SCHOOL MUSICAL 3 sarà il primo dei film di HIGH SCHOOL MUSICAL che uscirà direttamente nei cinema. Sarà diverso rispetto agli altri? R: La produzione dispone di più soldi e di più tempo, quindi questo film sarà più spettacolare e sfaccettato. Questo si noterà soprattutto nei numeri di danza, che si svolgono in un campo di basket, su un tetto, in un cortile e in una casa sull’albero; c’è una grande varietà di stili e lo spettatore si divertirà molto. C’è un po’ di Broadway, un pizzico di funk, di hip-hop, di danza classica e di balli di coppia. Questo film certamente ha costituito una sfida maggiore per tutto il cast. Solo la scena del valzer è stata molto più complicata di quanto non si immagini! D: I membri del cast sono dotati di talento naturale come ballerini? R: Si muovono accanto a danzatori professionisti quindi devono essere alla loro altezza. Si D: Qual è stato l’impatto del grande successo di HIGH SCHOOL MUSICAL sul cast? Gli attori sono cambiati? R: Certamente. Gli interpreti sono molto cresciuti, sia come persone che come attori e ora vantano album e concerti nei loro curriculum. Nel secondo film hanno acquistato la consapevolezza del successo ma per altri versi sono rimasti esattamente gli stessi. Sono sempre pronti a lavorare duramente, a fare mille prove e alla fine arrivano sul set preparati e molto eccitati all’idea di iniziare a recitare. Non sono ragazzi interessati ai party e al glamour e, lo dico sinceramente, nessuno di loro è in cerca di notorietà. Sono davvero felice di poter lavorare con loro. D: Torniamo all’inizio. Ci parli del casting del primo film. R: Posso solo dire che nel momento in cui ho incontrato Zac Efron e Vanessa Hudgens, durante le audizioni, e li ho messi l’uno accanto all’altro, hanno stabilito fra loro un contatto assolutamente perfetto, sia per i loro ruoli che per la storia del film. Ci sono stati tanti provini, e l’ultimo è durato sette ore; hanno ballato, giocato a basket, improvvisato, cantato e ogni volta che provavo a separarli e ad affiancarli ad altre persone, la cosa non funzionava. Alla fine, tutti noi, i direttori del casting, la gente dello studio e i produttori, ci siamo riuniti e abbiamo detto: “Quei due sono straordinari, sono davvero Troy e Gabriella e devono assolutamente lavorare insieme.” D: Sei mai rimasto sorpreso dal fatto che i film di HIGH SCHOOL MUSICAL si siano affermati in questo modo incredibile nonostante siano un pochino all’antica? R: Guarda che in questi film c’è spazio anche per cose alla SUPERBAD! [Ride] A parte gli scherzi, non credo affatto che HIGH SCHOOL MUSICAL sia all’antica, forse non è il genere di film prodotto negli ultimi tempi, ma questo non significa che sia antiquato. In realtà è un film che risveglia la voglia di una certa innocenza, di fantasia, speranza e gioia. La gente è nuovamente predisposta ad accogliere questo genere di emozioni. D: Come ti senti all’idea di aver presentato il genere del musical alla nuova generazione? R: Se ci sono riuscito allora non riesco a pensare a niente di più gratificante. I miei genitori si incontrarono a un ballo e infatti li ricordo ancora nel salotto della nostra casa, mentre ballavano il swing, la salsa e io pensavo “Questo è l’amore, questa è la felicità”. Un sentimento che non mi ha mai abbandonato. |
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