Lavorare nel mondo dello spettacolo


Intervista al giornalista di Report Sigfrido Ranucci PDF Stampa E-mail
OkNotizie Condividi su facebook


Sigfrido Ranucci su “Lavorare Nello Spettacolo”:
<<Catania è una città bellissima piena di giovani brillanti. A Librino hanno bisogno dello Stato. Mi ha sorpreso la reazione del giornale ‘La Sicilia’. Ah, non sono comunista…>>

Come anticipato nel precedente articolo, abbiamo raccolto le dichiarazioni di Sigfrido Ranucci, giornalista di Report che ha curato il Caso Catania. Se i diretti interessati volessero ribattere, è necessario scriverci a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sigfrido, quali sono state le reazioni dei catanesi?

Abbiamo ricevuto centinaia di mail di catanesi che vivono a Catania e di catanesi che vivono fuori della città che ci hanno ringraziato di aver parlato in una trasmissione nazionale del “Caso Catania”.  E in tantissimi ci hanno chiesto di continuarne a parlarne.

Ha ricevuto in queste settimane qualche minaccia?
Nessuna minaccia

Perché ha scelto di occuparsi di Catania? E cosa ne pensa della città di Catania?

Il Caso Catania è uno di quei casi “sistema” dove si ha l’opportunità di raccontare con un solo esempio come funzione gran parte del Sud e dell’Italia, affossato da un sistema clientelare, dove l’intreccio tra politica, mafia e imprenditoria soffoca lo sviluppo e la dignità delle persone che poi attraverso il controllo dei voti condiziona la politica dell’intero Paese. Catania è una città bellissima e vivace dal punto di vista culturale. E’ piena di giovani brillanti. Ha bisogno di speranza e va solo liberata dal mefistofelico intreccio.  

Lei è dipendente Rai? E ha mai ricevuto pressioni politiche?

Io sono l’unico per ora della redazione di Report a essere anche un dipendente Rai, gli altri colleghi sono tutti esterni. Mai ricevuto pressioni politiche.

La mafia opera nella Festa di Sant'Agata. E il Comune quest'anno come ha sostenuto le spese per la Festa della Patrona, dal momento che le casse erano quasi vuote?

Dove il Comune abbia preso i soldi, non lo so. So, però, che è stato possibile grazie ai 140 milioni di euro arrivati da fondi pubblici, pagati con le tasse degli italiani e dei catanesi onesti. Penso che un comune con le casse in rosso e tecnicamente fallito avrebbe dovuto dare un segnale diverso, approntando una festa con più parsimonia. Anche così si mandano segnali importanti, anche così si cominciano le piccole rivoluzioni culturali. Poi che la mafia gestisca i soldi della festa, nell’indifferenza delle istituzioni politiche e religiose, lo trovo agghiacciante. 

Scapagnini ha portato benefici a Catania ma ha anche accelerato il dissesto economico. Come riparare al danno? Ed è contrario ai 140 milioni arrivati al Comune?

Sinceramente non credo che le responsabilità del buco di Catania siano tutte di Scapagnini, il quale in alcuni casi ha anche operato in buona fede, ma non penso che il buco potrà essere colmato. Sarebbe stato meglio azzerare tutto e ripartire con un tipo di gestione completamente diversa. Quei 140 milioni provengono dai Fas, i fondi per le aree sottoutilizzate. Cosa porteranno allo sviluppo? Serviranno solo per tappare buchi di bilancio, per pochi mesi. Catania non poteva fallire, sarebbe stata un’onta enorme visto che era stata gestita dal medico personale di Silvio Berlusconi.

Di Librino che idea si è fatta? E di tutti i cittadini di quelle zone che hanno votato Pdl?

A Librino ho trovato un’enorme umanità e tanta gente che ha bisogno di credere che le cose migliorino, ha bisogno di sentire lo Stato presente e vicino. Nessuna condanna per chi vota il PDL, mi sembra che Librino e il palazzo di cemento esistessero anche all’epoca di Enzo Bianco. Il problema è l’assenza dello Stato. Se non c’è lo Stato, quel posto viene occupato da altri e con diverse finalità.

Si dice spesso che la Rai sia di sinistra e Mediaset di destra. E' d'accordo?

Assolutamente no, ci sono giornalisti di destra e di sinistra in entrambe le testate, e poi non è quello il problema, ma raccontare fatti veri. Un fatto non è né di destra né di sinistra, è semplicemente un fatto.

 

Ha anche parlato di Mario Ciancio. Qual è il pericolo di un monopolio dell’informazione per i cittadini catanesi?

Qualsiasi monopolio è un pericolo. Le responsabilità non sono di Ciancio, lui ha fatto benissimo quello che doveva fare, è chi doveva controllare e stimolare il pluralismo che ha sbagliato.

Il giornale “La Sicilia” risponde intitolando un articolo riguardo Report "Catania uno sfascio da prime time". Come risponde? E ha avuto contatti con l’editore Ciancio?

In realtà la reazione de La Sicilia mi ha sorpreso, non quella di Ciancio.  Il giornale da una parte ci accusava attraverso varie interviste di aver raccontato falsità, dall’altra si arrogava il merito di aver fatto in passato per primo le nostre stesse denuncie. Una reazione che mi pare contraddittoria. Aveva pubblicato un sondaggio dove chiedeva ai catanesi se si riconoscevano nelle denuncie fatte da Report, e dopo che circa il 90% ci dava ragione è sparito dal web. Da Ciancio non abbiamo ricevuto nessuna risposta, neppure alle tre nostre richieste di interviste, è un comportamento anomalo per un direttore di un giornale.

Ci sono state svolte dopo la sua inchiesta?

Dopo Report la Procura di Catania ha aperto 8 fascicoli su altrettante ipotesi di reato, qualcosa di importante l’avremo pur fatto.    

Ciancio risponde chiedendo un maxi risarcimento di 10 milioni di euro che andranno in beneficenza. Nel frattempo l’85% dei catanesi è d’accordo con lei e il suo reportage è stato visto da più di 3 milioni di telespettatori. Un ottimo risultato?

Abbiamo ricevuto tantissimi complimenti: il rapporto è 50 a 1. Il consenso fa certamente piacere, ma non è quello lo scopo di un’inchiesta. E’ vero, Ciancio ha annunciato una richiesta di risarcimento, Report da parte sua risponderà, come sempre, con i fatti. Se la vicenda lo richiederà torneremo ad occuparci della questione informazione a Catania, sperando che stavolta Ciancio accetti di essere intervistato.

Per concludere.. Su Facebook qualcuno scrivere “Boicotta Report, frutto delle solite invidie di comunisti falliti. W la Catania onesta”. Come risponde a queste accuse?

Per altre inchieste anche in passato sono stato accusato di essere comunista, antisionista e antiamericano. Ma non lo sono mai stato. Sono dalla parte dei fatti. Alle insinuazioni degli amici catanesi di Facebook rispondo che sono d’accordo con loro per quanto riguarda “W la Catania onesta”, che è formata da tanta brava gente, che non va fatta sentire sola.  

Ringraziamo Sigfrido Ranucci di aver accettato la nostra intervista. Voglio anche segnalare una dichiarazione di Tony Zermo su “La Sicilia che scrive: “Un giornale, oltre a dare le notizie e a segnalare i guasti della città che tutti amiamo, non può fare di più, né abbattere sindaci e quant’altro. Non siamo noi che votiamo, ma voi”. Ha ragione, ognuno deve fare la propria parte, ognuno ha il proprio ruolo nella società e deve assumersi le proprie responsabilità. Non basta un giornale per risolvere i problemi. L’importante è parlare sempre, di tutto e senza limitazioni... Come ha detto Sigfrido, lui “sta dalla parte dei fatti” aggiungendo anche che in questo caso “non esiste né destra né sinistra”.

Vi ringraziamo di averci seguito. Per eventuali commenti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.     con oggetto “Report”.

E’ assolutamente vietato copiare l’Intervista esclusiva a Sigfrido Ranucci poiché è stata realizzata in esclusiva nazionale solo per il portale“Lavorare Nello Spettacolo”. 

FABIO GIUFFRIDA

 
NEWSLETTER
ISCRIVITI E SARAI SEMPRE INFORMATO IN ESCLUSIVA SU TUTTI I CASTING E AUDIZIONI NON PUBBLICATI SUL SITO


Interviste VIP

Elenco interviste

Star del futuro

Interviste del mese