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IN ESCLUSIVA PER LAVORARE-SPETTACOLO.COM PUBBLICHIAMO L'INTERVISTA AL GIOVANE REGISTA CINEMATOGRAFICO MAURIZIO VALENTINI "Sin dall’inizio della mia adolescenza, ero affascinato e catturato magicamente da quel mondo, che trovava vita e si animava su quel lenzuolo sospeso, a tratti piegato: “IL CINEMA”. Per me era un momento magico, unico, quelle figure, quei paesaggi che nella loro ampiezza invadevano il mio essere, mi emozionavano; mi chiedevo: ma quale incantesimo è questo?. Dentro di me in quel istante nasceva la consapevolezza e la passione di sfidare qualsiasi ostacolo pur di impossessarmi dei segreti di quel arte. Intanto il tempo passava e nella mia mente dimorava quel unico pensiero: Riuscire ad esprimere i moti della mia anima, e delle mie ispirazioni attraverso il linguaggio cinematografico. Leggere, scrivere, ascoltare, vedere Film sono le uniche cose per le quali vivo, non riesco ad immaginare un lavoro, ma più che lavoro un futuro diverso da quello che inseguo con tutte le mie forze e i miei sacrifici. Realizzare i miei sogni segnerebbe per me un primo passo per dar vita alla mia unica passione… IL CINEMA" Queste parole, che potrebbero tranquillamente essere la voce narrante dell'inizio di un film, sono invece le parole con le quali il regista Maurizio Valentini ci racconta il suo amore per il cinema, ed è proprio con queste parole che iniziamo questa lunga ed interessantissima intervista con la quale potrete conoscere un pò meglio quello che è uno tra i registi emergenti del panorama Italiano..
Maurizio, visto che tutti i nostri lettori saranno curiosi di conoscerti un po’ meglio, come prima domanda di questa tua intervista ti chiediamo di parlarci un attimino della tua formazione artistica e delle tue esperienze da set che sappiamo essere già molto numerose? Bèh, quando parlo delle mie esperienze mi piace partire dall’inizio, da quando avevo 12-13 anni, e cioè dal periodo in cui cominciai a scrivere le prime sceneggiature e a girare le prime cosettine con una semplicissima telecamera. Poi col tempo ho cominciato a studiare seriamente, presso “L’Accademia Europea del cinema e della televisione” seguendo numerosi corsi con importanti registi e sceneggiatori Italiani, e internazionali. Negli anni ho poi avuto la fortuna di lavorare come assistente alla regia e aiuto regista sui set di film e fiction ed ho girato circa 10 cortometraggi da regista, sceneggiatore molti dei quali hanno ricevuto moltissimi apprezzamenti dagli addetti ai lavori. “The art of the dreams” sarà invece il mio primo lungometraggio da regista, sceneggiatore e produttore.. . Come nasce il progetto di questo film dal titolo, appunto,“The art of the dreams? In realtà voglio premettere che “The art of the dreams” era nato come un corto in pellicola della durata di 20 minuti ma, visto che tutti coloro che leggevano la sceneggiatura mi continuavano a dire che era validissima, ho deciso di far diventare questo progetto un lungometraggio, essendo una persona ambiziosa ho accettato la sfida con me stesso.. “Aristotele” disse; Non esiste un genio senza una dose di follia… Bhe, io sono un folle!! Anche se non mi definisco un genio… Se sono arrivato a “trasformare” questo progetto da corto a lungometraggio devo comunque dire grazie a tutte quelle persone che, nonostante siano impegnatissime sui set di importanti film e fiction, hanno fin da subito creduto in questo mio progetto (benché lo ripeto, all’inizio era nato solo come un cortometraggio) dandomi da subito il loro totale appoggio. . A quale pubblico speri di arrivare attraverso questo film e quale messaggio vuoi trasferire a coloro che vedranno il film? Spero che il film sia visto da almeno 2 fasce di pubblico: I giovani e gli adulti; I giovani perché voglio che attraverso questo film, che si prefigge di raccontare proprio le loro esperienze, riescano a trarre un messaggio positivo dal film stesso; Gli adulti, invece, perché sono loro che devono dare l’esempio, che devono cioè trasferire una giusta educazione ai propri figli! Cercherò di organizzare proiezioni nelle scuole, nei carceri minorili, prenderò ragazzi di strada per farli lavorare sul set a contatto con professionisti del cinema. Voglio che questo film sia una vera e propria campagna di sensibilizzazione di cui io sarò il portavoce dei giovani stessi… Voglio cioè che questo film sia uno specchio per tutti i giovani! . Quali sono le difficoltà che hai incontrato, o che stai incontrando (se ci sono) per produrre questo film? Le difficoltà sono state tantissime, specie di carattere economico! In Italia, purtroppo, un giovane regista incontra delle difficoltà enormi per trovare produttori disposti a produrre un film, le difficoltà aumentano quando il regista è un giovane emergente. Detta questa nota dolente legata alla difficoltà produttive, che per molti non sarà certo una novità, vorrei comunque dire grazie a tutte quelle persone che hanno creduto da subito in questo mio progetto. . Sappiamo che sono in corso proprio in questo periodo i casting per questo film. Tutti i nostri lettori saranno quindi curiosi di conoscere come ti comporti con gli attori e le attrici in sede di casting.
Quando faccio dei provini cerco di fare in modo che l’attore/attrice che si trova a dover essere provinato non mi veda come il regista, come cioè colui che dovrà decidere se sceglierlo/a o meno. Sò benissimo che durante un provini la tensione è tantissima e cerco quindi di mettere l’attore/attrice il più possibile a proprio agio. Mi metto in gioco anch’io, magari dandogli le battute, e per me che sono fondamentalmente un timido questo non è facile, ma sò benissimo che mettendomi in gioco e creando questa sorta di clima “amichevole” si riescono a tirare fuori i migliori risultati dagli attori provinati. Inoltre, proprio per agevolare il più possibile il provino cerco di dare quante più informazioni possibili sulla psicologia del personaggio, sul contesto nel quale si sviluppa la scena etc. etc. . Sempre in riferimento agli attori, quali sono le qualità che deve possedere un attore o un’attrice per colpirti veramente e per farti decidere di affidargli un ruolo in un tuo progetto? L’attore non deve assolutamente “Recitare” ma deve “raccontare” qualcosa di sé, il suo passato (bello o brutto che sia), le sue emozioni, le sue paure, i suoi sentimenti. Deve dar vita a quello che c’è scritto nella sceneggiatura. Non voglio assolutamente che un attore rida o pianga solo perché c’è scritto nel copione, ma voglio che effettivamente in quel momento provi quelle emozioni che lo portino a ridere, a piangere etc. etc. Voglio quindi attori che trasferiscano effettivamente vita alla sceneggiatura e quindi al loro personaggio. . Un noto regista Italiano commentando il flop di un suo film affermò: “Con quel film dovevo accontentare troppe persone (produttore, autore del libro al quale era ispirato il film etc.) cosicché mi ritrovai a fare un film che non sentivo completamente mio, ed il risultato fù appunto quello di un film che si rivelò un flop. Secondo te, dunque, quanto è importante che un regista senta il film al 100% suo? E’ importantissimo, direi fondamentale! Una volta mi sono ritrovato a girare un corto in alta definizione che non sentivo assolutamente mio, con una sceneggiatura a mio avviso da bruciare, e nonostante poi quel corto abbia avuto anche un discreto successo, non sono riuscito a trovare un linguaggio in grado di trasformare in emozioni quella sceneggiatura, che ripeto, non sentivo assolutamente mia. Se non si sente il film al 100% proprio si finisce col “raccontare” la sceneggiatura solo con le inquadrature e non con la propria emotività, sensibilità, creatività e, ripeto, a mio avviso, emotività, creatività e sensibilità in questo mestiere sono tutto!!! . Spesso i film bistrattati dalla critica ottengono poi successo al botteghino, mentre viceversa, film apprezzati dalla critica si rivelano veri e propri flop al botteghino. Dovendo scegliere, vorresti che il tuo film ottenga un successo di critica o successo al botteghino? Io attraverso questo mio film spero di arrivare a lanciare un messaggio a quante più persone possibili, quindi in maniera indiretta dico che, dovendo scegliere, preferirei un successo di pubblico e quindi al botteghino. Riguardo alla critica non sono bugiardo se dico che preferirei essere attaccato, chiaramente da quella “critica” che non attacca al solo scopo di far notizia. Prenderei tali attacchi come un insegnamento per i lavori futuri e sarebbe dunque una “critica” per me costruttiva. . Per molti il problema del cinema Italiano è nella distribuzione. In Italia si fanno molti film che poi neanche escono nelle sale, molto spesso a causa della forte concorrenza di film stranieri. Ti senti di confermare tutto ciò? E se si, pensi che una legge, cosi’ come da molti auspicata, che imponga alle sale di proiettare una percentuale molto alta di film Nazionali (come avviene anche in altri Stati) possa essere una buona idea? Sicuramente si! A mio avviso una legge del genere porterebbe inizialmente ad un abbassamento generale della qualità dei film nelle sale a causa della “sostituzione” di film stranieri con film Italiani, probabilmente non di grandissima qualità. In un secondo tempo, però, questa legge potrebbe dare i suoi frutti perché i produttori Italiani sarebbero spinti ad investire maggiormente, producendo film di budget superiore, incoraggiati dalla possibilità di avere maggiori ritorni economici dati dal numero maggiore di sale nel quale poter fare uscire il film. Si produrrebbero, a mio avviso, più film e soprattutto di migliore qualità! . I tuoi genitori hanno appoggiato da subito la tua scelta di diventare regista? Inizialmente direi di no. Oggi invece mi appoggiano in toto e sono i miei primi estimatori. E’ soprattutto grazie ai loro sacrifici (economici e non) se oggi faccio questo lavoro. . Quali sono le qualità che deve possedere un giovane che aspiri a diventare regista? Come base fondamentale deve avere una sensibilità quasi unica, deve possedere un animo particolare, un’energia che dia spinta al nostro dio creatore… Per me non è la qualità dell’inquadratura che fà un buon film e che rende grande un regista. Un regista di valore è quello che possiede una creatività e una sensibilità tale da permettergli di trasmettere emozioni attraverso il linguaggio cinematografico. . Sappiamo che a produrre il tuo film sarà la “Valentini Production”, vale a dire la produzione che hai fondato nel 2006. Ce ne parli un pò meglio? Certo, la “Valentini Prodction” è una produzione cinematografica e televisiva che ho fondato, come detto, nel 2006. Oltre alla produzione, si occupa della produzione di video aziendali e della fornitura di location a piccole e grandi produzioni indipendenti. Si occupa inoltre di service e management, della fornitura di camper trucco, camper attori, camion per trasporti cinematografici, noleggio barche, riprese in barca, montaggio avid e di tanti altri servizi nel campo cinematografico e televisivo..
. Maurizio, in conclusione ti chiediamo se ti senti di ringraziare qualcuno in particolare. Certo, vorrei innanzitutto ringraziare la mia più fidata assistente, il suo nome è Johana Calderon, persona molto fidata, seria e professionale che ama fare il suo lavoro nei migliore dei modi.. Un ringraziamento particolare va poi a Carmine Frongillo, proprietario della “Made In Italy Agency”, persona molto cara e competente in questo campo, un grande ringraziamento a Rino Piccolo, Presidente della film commission campana e, non per ultimo, vorrei ringraziare Enzo Napolitano, direttore della fotografia con diverse esperienze nel campo cinematografico e televisivo, un punto fermo per me, un artista molto serio, professionale e preparato.. Questi, insieme ad altre persone, sono i punti fondamentali della “Valentini Production”; Senza di loro non saprei da dove cominciare… In questo periodo sto vivendo continuamente dell’ emozioni, veramente indimenticabili, dedico tutto questo a tutte le vittime del bullismo, ma soprattutto a tutti quei ragazzi che hanno perso la vita solo per uno sguardo di troppo ad una ragazza… VEDI ANCHE: CASTING APERTO PER IL FILM DI MAURIZIO VALENTINI |