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IL TALENTUOSO ATTORE NATALE RUSSO IN SCENA DAL 20 NOVEMBRE AL 9 DICEMBRE AL TEATRO “STANZE SEGRETE” DI ROMA CON IL MONOLOGO “MIO CARO PAPA’” Mio Caro Papà di Natale Russo - Regia di Gianluca Verlezza. Voce fuori campo di Omero Antonutti  Prendendo spunto dalla famosa Lettera che Kafka scrisse a suo padre (cercando di spiegare come quel rapporto malsano e severo l’angosciasse e lo tormentasse), lo spettacolo indagherà sulla relazione controversa tra genitore e figlio tout court. Sulla scena vediamo un figlio che tenta di scrivere l’ennesima lettera a suo padre, cercando di spiegargli la sua posizione, di raccontargli la sua vita, di confessargli i suoi dubbi e le sue paure. Ma quel figlio non è solo, in lui vediamo echi e rimandi letterari (la famosa “Lettera al padre” di Kafka) ed anche cinematografici (la biografia di Mozart in “Amadeus”), nonché musicali (Cat Stevens), perché la conflittualità del rapporto padre/figlio è quasi un archetipo.
Raccontare questa storia è raccontare tutte le storie che parlano di rapporti conflittuali, di amore ma anche di castrazione delle aspirazioni artistiche, di inconciliabilità di posizioni, di quotidiane umiliazioni subite in seno alla famiglia, di un dialogo a volte impossibile ad ottenersi anche oltre il tempo e lo spazio.
Il protagonista del nostro spettacolo è un innamorato della vita, che vorrebbe solo far capire al padre che lo ha amato nonostante tutto. Attraverso i ricordi dell’infanzia emergono i traumi subiti, la vita sentimentale che sarebbe stata diversa “se”…e quel “se” pesa come un macigno sui rapporti di oggi, quasi costringendolo a questa lettera che non è solo un tentativo di riconciliazione, ma soprattutto un tentativo di capire e farsi capire, di unire le due esistenze in una, comprendendo che si sono passate le stesse sensazioni, le stesse solitudini, le stesse sofferenze, ognuno alla sua età. In scena NATALE RUSSO, attore che è piaciuto a Fellini, ma che sarebbe piaciuto anche ai maestri della Commedia dell’Arte, capace di registri tragicomici, vera marionetta che si muove in uno spazio al di là del tempo, dove esistono ricordi reali e fittizi, pensieri e rimorsi, dove musica ed oggetti sono riferimenti della memoria e dell’immaginazione, dove luci ed ombre ci rimandano al mondo dell’infanzia, delle paure di un bambino che non è mai cresciuto, forse proprio perché non vuole crescere e che si rifugia, quando può, nell’accogliente ventre materno.
Un monologo basato sull’ambivalenza amore/odio, sulle paure ed i ricordi del tempo che fu, tra ombre minacciose e presenze materne confortanti, mettendo a nudo da una parte il bisogno d’amore e dall’altra l’incapacità di manifestarlo, l’esigenza di avere un posto nel cuore paterno e l’importanza di questo equilibro raggiunto per la propria formazione nella vita adulta. Il compito di comunicare al pubblico questo importante archetipo sarà dunque affidato al talentuoso attore Natale Russo, autore/attore di questa traduzione/confessione, piena di citazioni e suggestioni. STANZE SEGRETE Via della Penitenza, 3 Roma - Tel. 06 6872690 dal 20 Novembre al 9 Dicembre 2007 tutte le sere ore 21 - Domenica ore 19 - Lunedì riposo |