Lavorare nel mondo dello spettacolo

REC STOP & PLAY di Emanuele Pisano PDF Stampa E-mail

“REC STOP & PLAY”
Il nuovo cortometraggio di Emanuele Pisano

Siamo andati ad intervistare Emanuele Pisano, giovane regista che ha ultimato il suo ultimo cortometraggio dal titolo “Rec Stop e Play”, che vede storie quotidiane diverse confrontarsi ed essere seguite da un unico tema, quello della comunicazione .
In quest’intervista abbiamo anche incontrato Fausto Romano (attore diplomatosi lo scorso anno presso la scuola di recitazione Fondamenta e da quest'anno allievo presso l'Accademia Silvio D'Amico) co-sceneggiatore e attore del corto insieme all’attore Pietro De Silva.
Emanuele, dopo il corto “Il mio nome non è importante”, che ha visto il plauso della critica a numerosi festival nazionali di cortometraggi viene “REC-STOP E PLAY” un titolo che incuriosisce molto, come nasce questo nuovo lavoro? Tutto nasce da una domanda: Perché Internet attira così tanta gente e in particolare i più giovani? Accompagnata da una modesta semplicità, la mia risposta è stata che “la voglia di comunicare” attanaglia tutti.
Un esempio può essere Facebook, che si mostra ormai come un emblema comunicativo di grandi e piccoli, e tutta la tecnologia mobile fino ad adesso creata può essere definita una vera esigenza umana. L'uomo della comunicazione è, in primo luogo, l'uomo dell'ascolto. L'uomo del dialogo è l'uomo che ha rispetto dell'altro, che cerca di capire e di farsi capire, che ascolta le ragioni di colui che ha di fronte. L'uomo che sa comunicare a mio avviso è colui che segna una Civiltà giusta.
Il carattere estetico e morale di tutto questo, mi ha portato a creare, insieme a FAUSTO ROMANO prima e con il resto della Troupe dopo, un cortometraggio basato su unico tema che riguardasse il bisogno di comunicare, il quale muove i fili di tre storie che s’intrecciano. Le vicende sono caratterizzate da problemi che impediscono una facile comunicazione con “l'altro”, ma ciò non è impedimento, anzi spinge ancor di più la forza di elaborare uno stratagemma che soddisfi un’innata e indispensabile esigenza comunicativa.

Per essere un cortometraggio vanta un cast-artistico d’eccezione.
Si, ho avuto la fortuna di cercare e mettere insieme dei bravissimi attori. Unire nello stesso cast, la forza del carisma artistico di PIETRO DE SILVA , la calma vivacità di CLAUDIO CAMINITO, la delicata preparazione di ROBERTA GARZIA, l'ottimo cinismo di FABRIZIO ROMAGNOLI, la forte maestria di MICHELA ANDREOZZI e l'enfasi ben curata di FAUSTO ROMANO, ha giovato, a me personalmente per la voglia di dirigerli, ed al cortometraggio in se, per la giusta coralità di cui aveva bisogno.
In qualunque opera artistica, non si può non sottolineare l'indispensabile bravura di chi sta dietro le quinte a creare e ricreare un prodotto che abbia come fine la giusta qualità. Quindi non si può non ringraziare una troupe con un alto morale, e con un ottima voglia di fare, che con la giusta caparbietà ha saputo superare i problemi che ogni set nasconde. Inoltre sottolineo che in questo cortometraggio la fotografia, curata da FRANCESCO DI PIERRO, è stato un tassello fondamentale. Le scelte stilistiche e quelle narrative sono state ben studiate e gestite, cercando di usufruire al massimo del supporto digitale, che notevolmente aiuta progetti a basso costo come questo.

Quando è prevista la prima del Corto?
Dopo mesi di lavorazione non facili da gestire, REC STOP & PLAY sarà proiettato al pubblico Domenica 7 febbraio durante il LIAN CORTO FESTIVAL. Sarà sicuramente presentato in molti festival nazionali, e con buone probabilità andrà anche oltre, provando a gestire il difficile percorso dei festival internazionali.
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Fausto tu sei co-sceneggiatore e attore in questo corto. Com’è stato il lavoro con Emanuele?
La collaborazione con Emanuele dura ormai da tre anni. Nasce tutto da una forte amicizia e da una stima reciproca, ma nel lavoro cerchiamo sempre di privilegiare il risultato a costo anche di litigare. Credo che il “professionismo” parta proprio da queste piccole, ma grandi cose.
Questo cortometraggio nasce da più idee, e cioè da più sceneggiature che in circa due anni io ed Emanuele, abbiamo scritto. Ci siamo accorti che tutte queste avevano un filo conduttore, un legame forte, ed era appunto la “comunicazione” e così abbiamo creato una sola sceneggiatura, un lavoro difficile e minuzioso mirato a non sacrificare nessuna storia e nessun personaggio.

Il tuo personaggio è quello di un Tetraplegico, come ti sei apportato a questo difficile ruolo?
L’intento era quello di non creare una macchietta del Tetraplegico poiché sarebbe stato illeale e secondo me offensivo. Spero di esserci riuscito. Il mio lavoro è proprio partito dall’incontrare queste persone e nel vedere come esse si relazionano al mondo che le circonda. Ringrazio inoltre Pietro De Silva che è mio padre nel corto, che oltre ad essere un bravo attore ha fatto si che si creasse subito un legame forte, di grande ausilio nelle riprese.

Fausto sei da quest anno un allievo attore dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “S.D’Amico”, ma la tua prima formazione l’hai ricevuta dalla “Scuola Fondamenta”: se dovessi usare 3 aggettivi per descriverla?
Oddio, è difficilissimo usare solo 3 aggettivi, ci provo:
SOLIDA -  VIVACE - PURA.
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Pietro De Silva, com’è nata la collaborazione con Emanuele Pisano?
Ho avuto il piacere di conoscere Emanuele quando ho inserito il suo cortometraggio dal titolo “Il mio nome non e' importante” nel Lian Corto Festival per il quale curo la direzione artistica.
Mi aveva colpito la sua sapiente cura dell'immagine,dei movimenti di macchina,degli intrecci narrativi originalissimi e mi chiedevo come un ragazzo così giovane,pervaso da tanta passione,avesse già una maturità espressiva così complessa.
Per cui quando successivamente ci siamo incontrati sul set di REC STOP & PLAY ho avuto piena conferma di una personalità registica molto particolare.
La storia toccante ed emozionante con una coralità alla Altman mi stuzzicava e quando ho visto il risultato del premontaggio,subito mi sono detto: "qui ci troviamo di fronte ad un talento non comune".

Tu sei stato diretto da registi del calibro di Fellini, Benigni, Bellocchio, Castellitto, com’è lavorare con i giovani?
E' bello e stimolante lavorare con autori giovanissimi ancora (e spero per sempre) immuni da vezzi e atteggiamenti tipici di chi naviga in questo ambiente.
Il cinema italiano ha una sola possibilità di riscatto per imporsi in maniera eclatante sul mercato,quella di far emergere e incoraggiare autori come Pisano e tanti altri che hanno molto da insegnare a chi occupa gli schermi in maniera impropria.
Auguro a REC STOP & PLAY un percorso lastricato di riconoscimenti e riscontri positivi.

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