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“Memorie (improbabili) di un Don Giovanni”
Teatro dell'Orologio di Roma
22-26 Giugno 2010 - Ore 21
Produzione: Accademia di Recitazione Fondamenta
Regia: Francesco Polizzi
Musiche: Alessandro Quarta

Accademia di Recitazione FondamentaAl Teatro dell'Orologio di Roma “Rivive” il mito del “Don Giovanni” grazie allo spettacolo “Memorie (improbabili) di un Don Giovanni” scritto e diretto da Francesco Polizzi e Prodotto dalla nostra Accademia di Recitazione “Fondamenta”.

Sedici attori per un musical da camera
Giunta nell’al di là, l’anima di Don Giovanni ci racconta la sua storia di libertino punito in uno spettacolo dichiaratamente de-genere, a cavallo tra differenti stili e registri. Una forma teatrale ibrida che in sala prove abbiamo battezzato ironicamente “musical da camera” - sono queste le parole che ha utilizzato il regista, nonché insegnante di recitazione presso la nostra Accademia di Recitazione Fondamenta” - Francesco Polizzi a pochi giorni dal debutto al Teatro dell'Orologio di Roma, con lo spettacolo “Memorie (improbabili) di un Don Giovanni”.
In scena 16 attori dell' Accademia di Recitazione “Fondamenta” che non mancheranno sicuramente di dimostrare le loro qualità al cospetto dei molti addetti ai lavori che hanno già confermato la loro presenza.

DI SEGUITO L'INTERVISTA AL REGISTA FRANCESCO POLIZZI IN MERITO ALLO SPETTACOLO

“Memorie (improbabili) di un Don Giovanni”. E' questo il titolo dello spettacolo. Ci può raccontare perchè ha scelto questo titolo e come mai ha voluto raccontare il mito del “Don Giovanni”?
Si tratta della storia di Don Giovanni raccontata da lui stesso dall’al di la. E’ un po’ come se Giovanni ci presentasse il suo album di ricordi, le foto della giovinezza, dei suoi successi, i suoi aneddoti di seduttore e libertino. Per questo sono “memorie”. E come tutte le memorie, sono ricordi “improbabili”, mezze verità e false ricostruzioni. Insomma uno splendido materiale da teatro.
Poi tra i motivi per cui ho voluto raccontare di questo libertino c’è naturalmente anche qualche ragione personale. Don Giovanni era una mia piccola ossessione. Probabilmente tutti attraversano una fase dongiovannesca, nei dintorni dell’adolescenza. Poi di solito passa, ma qualcuno invece rimane un Don Giovanni a vita. Ho un caro amico che a quarantotto anni ancora si destreggia tra mille fidanzate. Mi interessava capire cosa glielo facesse fare.


Sappiamo del suo duro lavoro sia in fase di scrittura che di messa in scena. A pochi giorni dal debutto è soddisfatto del lavoro effettuato?
Questo si può dire solo dopo il debutto. Anzi, aspetterei l’ultima replica. Comunque per adesso posso dire che promette bene. Certamente io mi sono divertito molto! Il che di solito è un buon segno.


Ha dichiarato che “Memorie (improbabili) di un Don Giovanni” è uno spettacolo de-genere e lo ha definito un “musical da camera”. Ci vuole raccontare perchè?
“Musical da camera” è una definizione scherzosa uscita durante le prove, banalmente perché c’è una band che suona e degli attori che cantano, il tutto per un pubblico di sole cento persone. Più seriamente forse posso dire che ci siamo divertiti a giocare consapevolmente con generi e stili diversi di fare teatro per raccontare la storia di Giovanni.

Lavorare con giovani attori che si affacceranno dopo questo spettacolo al mondo del professionismo come è stato? Cosa le resterà di questa esperienza?
La verità? Francamente è molto più faticoso lavorare con attori alla prima esperienza: tutto va conquistato per la prima volta e non si può dare nulla per acquisito. Però proprio per questo è un’esperienza umana e emotiva molto più forte e coinvolgente, ha il fascino incantevole della prima volta. Per molti è un battesimo, e anche a me, cui tocca di fare il padrino, arriva un po’ di questo incanto.

Tre motivi per i quali gli spettatori dovrebbero venire a teatro a vedere il “Suo” Don Giovanni.
Un vecchio teatrante e maestro mi diceva che uno spettacolo può servire a tre organi: stomaco, cuore e cervello. Detto in altre parole l’imperativo di un teatrante dovrebbe essere per prima cosa intrattenere, tenere l’attenzione, saziare lo stomaco; poi cercare la via delle emozioni, commuovere, e da lì in ultimo, se proprio si è bravi, arrivare alla testa, stimolare il pensiero. Mi piace pensare di aver provato a dare cibo a tutti e tre gli organi.


In conclusione lei che oltre ad essere un bravissimo regista è anche uno stimato insegnante di recitazione può dare un consiglio a tutti quei giovani che staranno leggendo quest'intervista e che sognano di diventare attori?
Siete proprio sicuri di voler fare gli attori? Chiedetevelo seriamente. Chi ve lo fa fare?

 

“Memorie (improbabili) di un Don Giovanni”
Teatro dell'Orologio di di Roma
22-26 Giugno 2010 - Ore 21
Costo Biglietto: 12 Euro comprensivo di tessera.
E' possibile prenotare i biglietti inviando una mail con nome, cognome, numero di biglietti da riservare e proprio recapito telefonico alla mail:
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