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In Abruzzo si è consumata la tragedia. Quasi 300 i morti, molte le famiglie distrutte. Questo è il resoconto di una settimana di orrore in Abruzzo. Il 90% degli edifici danneggiati, una buona parte crollati, il 100% di danni al patrimonio artistico della città. Percentuali che non possono giustificare l’atteggiamento irrispettoso di taluni giornalisti.

Abbiamo assistito anche lì ad un orrore: giornalisti che, pur di accaparrarsi l’esclusiva, si sono presi (e meritati) centinaia di “Vaffa…”. A Matrix abbiamo visto una giornalista che nel mezzo della notte chiedeva ai terremoti rifugiati nelle loro macchine se avevano mangiato, perché dormivano lì. Domande assai inopportune in un momento così triste. A La Vita in Diretta Lamberto Sposini ha fatto premura al Responsabile dei Vigili del Fuoco perché doveva necessariamente andare in pubblicità. Immediata la risposta dell’uomo, irritato: “Allora mi faccia una domanda e vi rispondo…”. Non si può pretendere che un uomo stanco, esausto, che si trova lì per lavorare, risponda velocemente alle sue domande, a ritmo televisivo oserei dire. Chi “disturba” il loro operato sono i giornalisti, e quindi dovrebbero esserne grati della loro disponibilità. Altri, invece, pur di accaparrarsi lo scoop, sono disposti anche a perdere la vita: vanno in giro per la città, entrano nelle case, nonostante non gli sia permesso. Ma per lavoro si fa questo ed altro. Al Tg1 si è toccato il fondo: la giornalista ha letto in diretta il Comunicato Stampa che riportava il record di ascolti dei programmi dedicati al Terremoto. Un minuto e mezzo di numeri, share e auto elogi. Si poteva usare questo minuto e mezzo fornendo i numeri di telefono per aiutare gli abruzzesi, e invece sono stati sprecati per auto elogi che nessuno ha apprezzato. Scusate la domanda, ma a chi di voi interessa quanto share ha realizzato “Porta a Porta”? A noi interessa la qualità del programma. Tuttavia Bruno Vespa è da elogiare: ha realizzato una diretta impeccabile, piena di informazioni utili e servizi esclusivi, nonostante la tragedia lo toccasse particolarmente. Perché? Lui è nato nel 1944 proprio a L’Aquila. Ottima anche la diretta di “Matrix” condotta dal nuovo conduttore Alessio Vinci. Chissà cosa starà pensando Enrico Mentana, dal momento che in occasione della tragedia è stata sospesa anche la diretta del Grande Fratello, che quest’anno non ha pace, visto i continui cambiamenti del palinsesto. Un giornalista addirittura, travestendosi da sacerdote, si è intrufolato nell’obitorio allestito dalle Fiamme Gialle. Per fortuna è stato scoperto e quindi denunciato. Aveva con sé una telecamera che avrebbe immortalato tutto. Un gesto che non ha giustificazioni.

Infastiditi dalla presenze delle telecamere sia i terremotati delle tendopoli sia il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Inseguito, come fosse un carro di carnevale, anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha abbracciato un’anziana donna la quale ha gridato “Silvio aiutaci tu!”. Le risposte del Premier alla signora sono subito apparse nelle prime pagine della maggior parte dei quotidiani italiani. Ma qualche giornalista che ha ancora un po’ di dignità, c’è eccome. Una giornalista a Matrix, ad esempio, era terribilmente spaventata per le scosse di terremoto e quindi per la sua vita, ma subito sono arrivate le parole di conforto del conduttore Alessio Vinci. Tuttavia una funzione che non possiamo negare a nessun programma televisivo è che loro ci hanno permesso di essere informati 24 ore su 24 sulla situazione abruzzese. Se non ci fossero stati i giornalisti, probabilmente non staremmo qui a parlare del terremoto. Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Veronica, una nostra lettrice: Come saprai, seguo sempre con interesse la tua attività giornalistica nell'ambito dello spettacolo e del jet set, interesse alimentato anche da affinità intellettive e politiche che ci accomunano. Ho appena letto il tuo articolo riguardante la dolorosa vicenda del terremoto in Abruzzo e condivido pienamente le tue opinioni in merito. Se mi è concesso, vorrei farti una domanda: su "Striscia La Notizia" di giorno 08/04/2009 è stato trasmesso un servizio inerente ai giornalisti che in questi giorni lavorano direttamente dai luoghi maggiormente colpiti dal terremoto, marcando sull'incredibile sfrontatezza, sfacciataggine e, permettimi, cafonaggine di molti di loro.Mi è venuto da pensare che i veri sciacalli del momento siano proprio loro.In particolare, sono rimasta a dir poco basita e sconcertata da una giornalista di cui non ricordo il nome, che incredibilmente cercava a tutti i costi di intervistare gli sfollati rifugiatisi di notte nelle loro macchine, forzando le portiere, svegliandoli dal dovuto riposo dopo tutta la stanchezza, fisica ed emotiva, accumulata in tante ore di disperazione, e ponendo loro delle domande che rasentavano il ridicolo e suonavano come un triste insulto a quelle persone, come "Perchè state dormendo in auto?", "Ma avete mangiato? Ah no? E come mai? Non avevate fame?".Sono rimasta senza parole. Ecco Fabio, la domanda che vorrei porti, a te che svolgi il mestiere di giornalista (e, per quel poco che ti conosco, mi permetto di aggiungere "serio professionista"), è: come giudichi il comportamento di questi tuoi colleghi? Ci sono dei limiti dettati dalla civiltà e dall'umanità, o la fame di successo e di carriera porta a tutto ciò e anche di peggio?”. Mi permetto di rispondere pubblicamente alla signora Veronica. Anzitutto la ringrazio di seguirci con costanza, questo è segno che l’informazione di “Lavorare Nello Spettacolo” arriva nelle case di molti. Anche io sono rimasto basito, come ho scritto sopra, dall’atteggiamento di taluni giornalisti. Non ci sono giustificazioni per i comportamenti di queste persone. E poi non capisco, ma credono di fare carriera intervistando persone psicologicamente distrutte?

Per diritto di cronaca pubblichiamo anche le dichiarazioni di Paolo Bonolis in merito alla vicenda: Senza la giusta misura. È stato mercanteggiato. Raccontare ciò che è successo è una notizia, soffermarsi sulle difficoltà che sta incontrando la popolazione, e gli aiuti necessari è un servizio, ma speculare ogni giorno sull’emotività delle persone è un voler fare ascolto”.

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FABIO GIUFFRIDA

 
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