| Alessandro Migliaccio... La sua vicenda.. |
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“L’Estate di Lavorare Nello Spettacolo” Striscia <<Striscia Si è appena concluso anche il programma più seguito dagli Italiani nell’access prime time. Stiamo parlando di “Striscia La Notizia” che in questi ultimi mesi ha visto la conduzione di Ficarra e Picone, reduci da “La Matassa”, un film ambientato in Sicilia che ha sbancato al botteghino. Una coppia di conduttori azzeccata, affiancata da due bellissime veline: una mora e una bionda. Al timone di “Striscia”, però, non possiamo dimenticare il mitico “Gabibbo” e l’autore del programma Antonio Ricci. “Striscia” conferma la sua leadership con il 30% di share e 8 milioni di telespettatori, risultati da brivido. “Striscia” tra l’altro è anche un programma d’ informazione, a sostegno della gente. Per questo vi proponiamo un’intervista, realizzata da Fabio Giuffrida, ad Alessandro Migliaccio, giornalista vittima di un’aggressione, che è finito anche su “Striscia La Notizia”. Alessandro, la vicenda che l’ha coinvolta a Napoli è finita addirittura su “Striscia Sono stato convocato dal Comando della Polizia municipale di Napoli il giorno stesso in cui è stato pubblicato il mio articolo intitolato "Gran bazar d'illegalità nel rione del comandante". Un pezzo in cui rilevavo una palese contraddizione: il capo dei vigili usa il pugno di ferro in tutta Napoli ma - proprio nella zona in cui abita - non si accorge di abusi, illegalità, mancato rispetto del codice stradale. Pensavo che il comandante della municipale volesse un chiarimento in merito all'articolo; invece, quando sono salito al Comando sono stato schiaffeggiato e poi tenuto sequestrato nel comando.
Io faccio il giornalista da dieci anni nonostante ne abbia solo 28. Ho iniziato presto per passione, quando i miei amici andavano a ballare, io lavoravo di notte in redazione e così pure quando loro viaggiavano, io non facevo ferie. Sono giornalista per "missione", chi ha la fortuna e la caparbietà per accedere a questa professione non può sprecare tutto scrivendo solo "veline". Bisogna aprire gli occhi ai cittadini ed essere sempre tutori della verità. Per rispondere alla domanda: ci sono quelli che non hanno passione per questo mestiere e magari sono stati pure raccomandati, per cui hanno le mani legate. Ma chi, come me e tanti altri colleghi, non è stato mai aiutato da nessuno ed ha fatto la gavetta, poi quando riesce a lavorare, diventa una "scheggia impazzita", uno fuori dal coro. E capisco che questo possa dare fastidio a chi, invece, cerca di mantenere gli equilibri con i "potenti”. E’ stato schiaffeggiato da un vigile urbano perché non ha gradito il suo articolo. Crede ancora nelle Forze dell’ordine o ha perso la fiducia in loro? Io ringrazio uno per uno gli appartenenti alle Forze dell'ordine per quello che fanno e per come rischiano sulla loro pelle tutti i giorni, pur guadagnando poco. Il fatto che un vigile si sia comportato in maniera incivile, violando la legge ed aggredendomi, non mi fa di certo cambiare idea sulle Forze dell'ordine. Lei è stato schiaffeggiato due volte perché nessuno in un primo momento ha voluto dar ascolto alla sua voce. Cosa non funziona nel mondo dell’informazione? Da quello che ho capito, i giornali napoletani hanno troppi "equilibri" da mantenere per poter essere obiettivi nel racconto di certe notizie. Basti pensare che i due colleghi presenti al momento dell'aggressione non hanno scritto nemmeno una parola sull'accaduto. Facciamo prima a vedere cosa funziona... Dal suo sito capiamo che una delle sue passioni è quella di fare “inchieste”. Ha mai ricevuto intimidazioni in questi anni di carriera giornalistica? Mi sono trovato spesso in situazioni spiacevoli, ma minacce mai. Una volta, a Casal di Principe, fui inseguito in auto da alcuni del posto che mi "scortarono" fino a Napoli per assicurarsi che ero andato via. Per tutti coloro che ci scrivono e vogliono diventare giornalisti come lei, che consigli vorrebbe dare? Qual è stata la sua gavetta?
Come si vive a Napoli? A Napoli molti preferiscono "arrangiarsi" piuttosto che lavorare. Chi vuole davvero lavorare, un posto lo trova. Il problema di Napoli è culturale: le nuove generazioni dovrebbero essere educate in famiglia al rispetto della legalità, cosa che evidentemente avviene solo in alcuni quartieri. Detto questo, i napoletani onesti sono la maggior parte. Grazie di aver accettato la nostra intervista. Saluti i nostri lettori… Ricordate che, come diceva Gandhi, ognuno di noi deve fare qualcosa se vogliamo avere un mondo migliore. Un saluto caloroso, visitate il mio sito www.teledenuncio.it che è uno strumento attivo per denunciare ingiustizie e prepotenze. Vuoi commentare? Scrivici a
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con oggetto “Alessandro Migliaccio” E’ assolutamente vietato copiare l’intervista esclusiva ad “Alessandro Migliaccio” poiché è stata realizzata in esclusiva nazionale solo per il portale“Lavorare Nello Spettacolo”. FABIO GIUFFRIDA |
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