|
Intervista a cura di Valerio Nobile INTERVISTA AL GRANDISSIMO REGISTA STATUNITENSE ABEL FERRARA, IL QUALE GIRERA' A BREVE IL FILM "PERICLE IL NERO" CON PROTAGONISTA RICCARDO SCAMARCIO. Ha chiuso con il botto la prima edizione del "Drake International Film Festival" terminato dieci giorni fa a Caserta. Negli ultimi giorni è infatti arrivato il regista statunitense Abel Ferrara. L’autore di film famosi come ‘Mary’ ed il recente ‘Go Go Tales’ ha incontrato sabato mattina i giornalisti accreditati presso la manifestazione ed abbiamo dunque avuto l'occasione per fargli alcune interessantissime domande sui suoi progetti futuri, nonchè chiedergli quali consigli si sente di dare a chi sogna di lavorare come attore e/o regista.
Quali sono i suoi programmi futuri? “Sto lavorando a tre progetti. Il primo è un documentario su Napoli, con intervista alle persone di cui mi interessano le storie che hanno da raccontare. Sarà una cosa alla Michael Moore. E’ un progetto più ambizioso di quanto possa sembrare in quanto vuole presentare uno spaccato della società. Poi ho in cantiere un film dal titolo ‘Pericle il Nero’ con Riccardo Scamarcio ed ispirato al romanzo di Giuseppe Ferrandino. Sono stato coinvolto da alcuni amici che mi hanno esposto il progetto. Scamarcio? Penso che abbia molto talento anche se non sapevo chi fosse fin quando non l’ho incontrato. Il terzo progetto è sulle origini della mia famiglia che Napoli mi ricorda molto al punto che quando sono lì mi sento molto italiano. Purtroppo c’è bisogno di finanziatori”. . Sta dicendo che anche Abel Ferrara può avere problemi nel trovare un produttore? “Oggi è molto difficile trovare finanziatori per fare un film, per tutti. Per questo festival come il Diff sono molto importanti in quanto permettono alle persone di incontrarsi e mettersi in contatto fra di loro. Sono appunto i contatti che portano al successo”. . A proposito di successo, cosa si sente di suggerire ai giovani che vogliono intraprendere la strada del cinema? Ogni ruolo ha le sue difficoltà, diverse tra di loro. L’attore, per esempio, non si sceglie di farlo ma ci si nasce. Poi bisogna studiare, allenarsi, esserlo sempre. Non è uno scherzo, è un vero e proprio impegno. Per diventare un regista, invece, bisogna esserci dentro, lavorare, studiare ed avere le idee chiare. I problemi sono i finanziamenti: negli U.S.A. io non mi aspetto niente dal governo anche se, in Germania od anche in Italia, ci sono dei finanziamenti pubblici. Questi possono essere utili ai giovani anche se lo stato non può fare tutto. Per fare un film bisogna mettere insieme soldi ed arte, per creare un ritorno economico. Ma anche qui valgono le regole d’oro: provare, lavorare, mettersi in gioco, sentirsi un attore tutti i giorni in tutte le cose che si fanno; nessuno offre niente, bisogna procurarsi le occasioni”. . Recentemente Quentin Tarantino ha criticato lo stato attuale del cinema italiano. Lei cosa ne pensa? “Tarantino non mi sembra abbia grossi titoli per giudicare: non conosce la lingua, la realtà italiana e tante altre cose. Chi fa il regista, non può pensare di essere anche un critico. E chi si dice d’accordo con lui, secondo me sbaglia parimenti”. |