Lavorare nel mondo dello spettacolo


ESCLUSIVA! Intervista a Francesco Califano, Direttore di "Lavorare Nello Spettacolo" PDF Stampa E-mail
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Francesco CalifanoIn esclusiva nazionale e per la prima volta nella storia di questo Portale, Francesco Califano (Direttore di "Lavorare Nello Spettacolo", noto Casting Director e socio della Scuola di recitazione "Fondamenta" a Roma) si confida ai suoi lettori, svelando, senza peli sulla lingua, il "dietro le quinte" del mondo dello spettacolo. Inoltre darà una risposta a tutti quei punti interrogativi, posti dagli Artisti, finora irrisolti.

Francesco, perché nasce la tua Associazione “Lavorare Nello Spettacolo”?

Il Portale “Lavorare Nello Spettacolo” nasce nel 2007 a seguito dell’esigenza che si avvertiva in Italia di avere un Portale che trattasse a 360° il mondo dello spettacolo ed in particolar modo il mondo dei Casting. Fino a quel momento le notizie dei Casting più importanti erano pressoché impossibili da reperire per qualsiasi giovane artista che voleva provare ad emergere in questo settore. Il Portale nasce principalmente per informare i giovani, quelli che vengono dai piccoli paesini del Sud, i quali vogliono fare questo mestiere ma non sanno come muoversi, da che parte cominciare. Con un click hanno imparato tantissime cose e ora ne sanno più dei milanesi e dei romani che hanno tutto “servito” nelle loro città. Io ho voluto inserire, oltre i Casting, anche un’area dedicata ai fotografi e alle agenzie. Non è giusto che ancora in Italia esistono agenzie di spettacolo che chiedono cifre altissime per book e corsi: ecco “Lavorare Nello Spettacolo” interviene qui e ti dice ‘Un momento, stai attento’. Come le scuole di recitazione che “arruolano” ragazzi a pioggia, gli montano la testa e poi si rivelano un flop. Abbiamo deciso di mantenere una piattaforma gratuita perché vogliamo essere visibili a tutti, utili a tutti, non vogliamo essere un Portale per un pubblico elitario. “La Posta Degli Artisti” è il completamento stesso del sito: è un punto di riferimento per tutti gli Artisti italiani. Chi mai aveva parlato dell’altezza di un modello e di una modella? Noi abbiamo scritto i “numeri”.

Sei anche un Casting Director. Qual è il tuo compito? E cosa ti colpisce dell’Artista?

Il compito di un bravo Casting Director è quello di scegliere per ogni ruolo l’attore giusto in base a quanto richiesto dalla sceneggiatura e seguendo le indicazioni del regista. E’ un lavoro che richiede molta sensibilità, disponibilità, pazienza e un’ampia conoscenza del panorama attoriale. Di un attore mi colpisce il suo “fascino”, che difficilmente si riscontra tra i giovani attori d’oggigiorno. Il “fascino” di cui parlo, che è stata la vera forza dei grandi attori del passato, non è la bellezza, ma è una sorta di profumo che solo pochi attori emanano. E’ difficile anche a spiegarsi. Il fascino dipende dalla cultura dell’attore e, unitamente all’intelligenza e al savoir-faire, fanno un 50% dell’attore; la percentuale restante è costituita da capacità artistica, talento, professionalità, volto, intraprendenza ed umiltà.

Molti attori preferiscono il Teatro alla Tv. Perché?

Il teatro è la base del lavoro dell’attore e tutti i grandi attori d’oggigiorno vengono dal teatro. Il teatro è la vera palestra dell’attore ed è in teatro che si formano i bravi attori. Ma il bravo attore di teatro è quasi sempre anche un ottimo attore sul set cinematografico. I veri attori preferiscono il teatro alla tv (fiction, ad esempio). Sono gli attori giovani ad essere più orientati a fare cinema e fiction, sia perché la tv dà maggiore visibilità (e questi pseudo attori sono interessati soprattutto a firmare gli autografi e a fare ospitate varie) sia perché c’è la consapevolezza in loro che, non avendo una formazione alle spalle, non potrebbero mai riuscire a lavorare in teatro ad alto livello. Il cinema è l’evoluzione del teatro, è la proiezione del teatro sullo schermo. Il sogno dell’attore di teatro è fare cinema d’autore. Nessun attore di fiction, però, potrà mai fare teatro ad alto livello. Ad “Amici”, ad esempio, durante i casting il 70% dei ragazzi si candidava per la recitazione perché pensano che recitare sia facile, basta essere abili nella vita a dire bugie. Basta andare in teatro per rendersi conto che,invece, ci vuole tanto studio per salire su quel palco. Purtroppo, a causa del poco lavoro in teatro e al cinema, molti di questi scappano verso le fiction.

Il Fondo Unico per lo Spettacolo ha subito un forte taglio. E’ giusto? E quali saranno le conseguenze?

Cosa mi rispondi se ti dicessi che su quasi 60 film finanziati nel 2008 dal Fondo Unico per lo Spettacolo più di 40 non sono mai usciti nelle Sale? Cosa mi rispondi se ti dicessi che delle 13 fondazioni liriche che ricevono finanziamenti sono praticamente tutte dei “colabrodi” di sprechi, alcune delle quali anche commissariate? Cosa mi rispondi se ti dicessi che le fondazioni liriche assorbono 200 milioni di euro annui, ovvero quasi il 50% dell’intero Fus? Cosa mi rispondi se ti dicessi che tantissimi quattrini vengono destinati a finanziare festival impopolari? Con questo non voglio dire che sia giusto tagliare il Fus,ma che serve una grossa ristrutturazione dei Fondi e una maggiore trasparenza nella sua ripartizione. Non voglio dire che i soldi investiti dallo Stato debbano necessariamente essere recuperati, perché si tratta comunque di una valorizzazione dell’Arte, a qualsiasi costo e pericolo. Ma almeno i film finanziati dallo Stato facciamoli uscire nelle sale, altrimenti l’unico obiettivo dei produttori “statali” rimane gonfiare le fatture e guadagnare sul film. I finanziamenti per il Cinema nascono nel ’65 per tutelare i registi giovani alla realizzazione dei loro film. Oggi, a causa degli interessi economici, anche i grandi registi fanno ricorso ai finanziamenti. In tutto questo giro a guadagnarci sono i potenti, gli imprenditori, i soliti volti che contano, e agli artisti non rimane nulla. Il film non finanziato dallo Stato è un’attività imprenditoriale, di conseguenza è interesse del Produttore farlo uscire presto nelle Sale e “sbancare”. Se invece i fondi provengono dallo Stato, il Produttore rischia poco e niente, di conseguenza non ha interessi affinché il film abbia una buona riuscita.

I tagli al Fus, se si lavorerà bene, neppure si avvertiranno. Non è giusto che ci siano ancora questi sperperi e fondi a pioggia. I rimedi per superare questa “crisi” devono essere: migliorare la distribuzione delle risorse, eliminare gli sprechi e ristrutturare subito il Fus.

Il cinema e la tv potrebbero incrementare il turismo in Italia?

Cinema e fiction possono essere un grossissimo traino pubblicitario per il territorio. Specie all’estero il cineturismo è una realtà economica ben riuscita. Basti pensare agli Stati Uniti e alla Nuova Zelanda, la quale ha avuto un incremento del flusso turistico di quasi il 600% grazie a “Il Signore degli Anelli” lì ambientato e poi diffuso in tutto il Mondo. Iniziative simili sono state intraprese anche da Francia, Spagna e Gran Bretagna; in Italia no. Solo “Elisa di Rivombrosa” (Castello di Agliè), “Commissario Montalbano” (per la Sicilia), “The Passion” (per la città di Matera), “Il Postino” (per Procida e Salina) hanno incrementato il turismo nei luoghi utilizzati come set. In alcuni casi (vedi la Fiction “Capri”), invece, i turisti sono rimasti delusi quando recatosi sul posto per ammirare la villa dove era ambientata la fiction, hanno scoperto che la location reale era Vietri sul Mare, a due passi da Salerno e dunque non sulla stupenda isola napoletana.

Gli italiani non hanno capito che i Film qui girati andrebbero poi esportati in tutto il Mondo per far conoscere l’Italia e incrementarne il turismo, così come fanno gli altri Paesi portando in Italia film di successo mondiale. Gli Italiani si ostinano a realizzare film in Italia, a proiettarli solo in Italia, e nei peggiori dei casi (come i film di Natale) ad ambientarli in paesi stranieri, promuovendo non l’Italia ma le mete estere. E l’Italia così facendo non ne trarrà mai beneficio. Molti italiani quest’anno andranno a Beverly Hills, grazie al nuovo film di Natale di Neri Parenti. Poi è compito delle Film Commission dare ampia ospitalità, aiuti e supporto sul territorio alle Produzioni straniere: ma se questo non avviene, allora fanno bene i produttori americani a non venire fin qui.

Si produce di più in Lazio, leader con più ore annue di produzione all’attivo; a seguire il Piemonte grazie alla Film Commission Torino Piemonte, considerata la più attiva in Italia. Le altre Film Commission che lavorano bene sono: Film Commission Regione Campania, la Veneto Film Commission e l’Apulia Film Commission.

L’Italia è stata la culla della Lirica e del Cinema. Oggigiorno?

Pavarotti è stato il caposaldo della lirica in Italia. Oggigiorno, purtroppo, non ci sono più star mondiali, ma solo cantanti, come Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, conosciuti da una fetta di popolazioni straniere. Degni di nota sono, invece, gli attori come Gassman, Mastrojanni o Tognazzi: hanno fascino. Oggigiorno ci sono moltissime persone che, avendo partecipato al Grande Fratello, l’indomani finiscono su tutti i giornali: hanno un successo veloce ma... poco duraturo. Chi si ricorda più dei concorrenti del Grande Fratello 1? Nessuno, eppure fecero molto successo, e ora sono ritornati quasi tutti alla vita normale: chi lavora in pizzeria, chi nell’azienda di famiglia. Il problema è l’atteggiamento dei media: è tutto troppo facile e tutto troppo scontato. Gli Artisti del passato riuscivano a crearsi un… alone di mistero!

E’ giusto finanziare Festival impopolari o di dubbia qualità?

Purtroppo in Italia non viene finanziato chi ha l’idea e il progetto migliore ma chi ha la giusta conoscenza. Questo in tutti i campi. E’ inutile mentire: questa è l’amara verità. Se non si cambierà, il nostro Paese sarà destinato a rimanere in uno stato di mediocrità. La classe politica deve svegliarsi e agire perché ha un posto rilevante nella società. Spesso il Festival piccolo è la fotocopia del “grande” Festival conosciuto da tutti: allora che senso ha finanziarlo?

Gli Artisti si formano nelle Scuole di Recitazione. Sarebbe giusto finanziarle? E la tua Scuola, la “Fondamenta” di Roma, gode di qualche ‘convenzione’?

Alcune scuole sono finanziate con Fondi Nazionali e Comunitari. Chi accede a questi fondi sono sempre i “grandi” o semplicemente quelli che hanno una scuola di Recitazione per far soldi. E sono tanti. Di contro i “piccoli” e quelli credono veramente che una scuola di recitazione sia una forma di arte e cultura, non vi accederanno mai perché scoraggiati già in partenza, non avendo talvolta i giusti agganci. Così non si aiuta l’Arte… La Scuola “Fondamenta”, che ho fondato a Roma con altri soci, nel giro di 2 anni è divenuta una grossa realtà in campo Nazionale, e non è sovvenzionata. E forse questa è la nostra forza perché aumenta lo stimolo “del fare” e “dell’innovare”. Il mio progetto è creare a Roma un grosso centro di ricerca e sperimentazione attoriale nel quale possano ritrovarsi e confrontarsi i più bravi attori e attrici Italiani unitamente ai migliori insegnanti dell’Actor’s Center di New York e Los Angeles. Speriamo che in questo lo Stato ci venga incontro, perché l’Italia ne ha bisogno. Oggigiorno molte scuole hanno chiuso e continueranno a chiudere perché, una volta incassati i fondi, non hanno più motivo di esistere. Il vero Artista con le leggi, con la burocrazia ci litiga.

Per concludere, quali sono i tuoi progetti futuri?

Il Casting di un film per il cinema, la continuazione del progetto della mia Scuola di Recitazione “Fondamenta” e un e-book su come muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Infine ho in mente alcuni progetti sociali attraverso l’Associazione “Lavorare Nello Spettacolo” di cui sono Presidente.

FABIO GIUFFRIDA

 
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