Flora Vona Stampa
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È da poco uscito il tuo ultimo film “I fiori del male”, regia di Claver Salizzato, dove, in qualche modo, sei tre volte protagonista. Ci racconti un po’ di questo progetto?
Il progetto cinematografico «I fiori del male» ha come fulcro il binomio sesso-amore, tre donne diverse, ma unite in un conflitto miscelato da sensi e spiritualità, tre donne sensibili ma forti al contempo e padrone del loro destino.


Tre donne diverse attraverso tre secoli differenti, dal ‘500 al primo ‘900. E un fil rouge che unisce idealmente le loro vite: l’inconciliabilità tra l’amore sacro e profano. Che ritratto di donna viene fuori?
Una donna sfaccettata, moderna e sensibile, che racchiude in sé tutto ciò che un uomo può desiderare.

In che modo hai lavorato sui questi personaggi così diversi tra loro per vissuto?
È stato un duro lavoro, spirituale, psicologico, ho effettuato molti training personali, calandomi in modo empatico nelle loro emozioni più profonde, è stato un viaggio che mi ha temprata ed emozionata, quando uscivo da una vita avvertivo un’ondata di sensazioni miscelate da gioia, dolore , rabbia e felicità, ecco perché amo questo lavoro, mi fa sentire viva e mi fornisce nuova linfa ed ossigeno rigenerato.

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Interpreti tre donne: la poetessa Veronica Franco, Margherite Gautier, la signora delle Camelie di Dumas, e la spia Mata Hari. Quale tra queste è quella che hai sentito più vicina? E cosa, invece, ti ha lasciato ciascuna di loro?
Ho sentito fortemente la triade femminile, tutte all’unisono, anche se il Romanticismo della Franco è spiazzante e la sua personalità vivace ed accattivante al contempo.


Cosa significa “essere una donna” oggi?
Oggi più che mai la donna ha un ruolo decisivo anche nella società, vedere delle donne al comando è un’immensa gioia e soddisfazione, abbiamo lottato tanto, e qualcosa finalmente abbiamo ottenuto. La donna oltre all’aspetto materno necessario, deve possedere una tempra invalicabile, senza mai dimenticarsi della femminilità e della dolcezza, una “dolcezza” misurata a mio parere, meglio munirsi di un piccolo scudo protettivo, per le più sensibili intendo.

Guardando al passato, c’è un personaggio femminile che ammiri particolarmente?
Tante si, la Magnani, la Loren, Monica Vitti, Vivien Leigh e Meryl Streep.

Nella tua carriera, invece, a quale modello di attrice fai riferimento?
Un mix tra le attrici che ho detto prima ma soprattutto la Magnani, il suo temperamento mi affascina da sempre.

Nel cinema italiano lo sguardo, quasi sempre al maschile, che esplora l’universo femminile riesce a restituirne adeguatamente tutta la sua complessità? Cosa viene valorizzato e cosa non abbastanza?
Dipende dall’uomo che ci guarda e dal suo patrimonio interno. Spesso l’uomo si sofferma sull’aspetto estetico, ma per fortuna abbiamo menti eccelse nel panorama del cinema italiano che sanno andare ben oltre.

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Qual è un ruolo di donna che vorresti interpretare e che ancora non ti è stato offerto?
Mi piacerebbe entrare nei panni di una donna forte, testarda e del sud, ed ancor di più in una Giovanna d’Arco.

Se dovessi guardarti allo specchio e autodefinirti come persona, che parole useresti?
Sono una persona altruista e disponibile nei riguardi del prossimo e soprattutto empatica con chi mi colpisce nel profondo. Con il tempo ho imparato ad assaporare questo duro lavoro attraverso la saggezza e la calma nonostante io sia di natura sempre molto attiva nelle cose che mi piace fare”.

Cinema, tv, teatro, oltre che cantante e modella. Una professionista a 360 gradi. Ma qual è il mondo che preferisci e per il quale desideri essere ricordata? Qualcuno disse e lo diceva anche mia nonna materna alla quale ero molto legata, che bisogna lasciare delle opere sulla terra, quindi l'importante è costruire qualcosa che resti e lasci un messaggio a coloro i quali sono alla ricerca di stimoli artistici ed assetati di elementi utili per nutrire la propria anima.

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Cinema, canto, televisione, fotografia, teatro. In ognuno di questi settori, che lato caratteriale di Flora esce fuori?
Nel cinema sicuramente ci sono molti aspetti dell'animo umano che vorrei esplorare, inoltre amo la fotografia ed amo fotografare, mi piace giocare con l'obiettivo, perchè credo che attraverso la fotografia se si ha la fortuna di essere dipinti da un occhio esperto,credo si possa far un giusto esercizio per associarlo all'aspetto attoriale; il teatro credo sia alla base per una formazione solida per chi vuol fare questo lavoro seriamente, provo un sincero ed autentico rispetto per esso ed un forte entusiasmo, quando avverto i respiri del pubblico.