Gatto Panceri Stampa
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L’incontro con Gatto Panceri è avvenuto qualche giorno fa dietro le quinte della quinta edizione del ‘Suessola MusicArte’, concorso musicale per giovani artisti. Prima di riceverci abbiamo visto Gatto relazionarsi senza troppi problemi con i giovani. Un consiglio, una battuta, un incoraggiamento da parte di chi ce l’ha fatta sono sempre graditi per chi vuole sfondare.

Gatto PanceriGatto, il tuo rapporto con il pubblico è sempre così alla mano?
“Ho grande rispetto del pubblico e lo dimostro in ogni album, dedicando il massimo dell’attenzione alla prima come all’ultima traccia. Si ho un rapporto molto semplice con i fan, mi si può avvicinare facilmente. Non credo che il divismo possa essere utile ed anche sul palco sono sempre molto tranquillo”

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Quanto possono essere utili i festival per i giovani che hanno voglia di emergere?

“I giovani hanno bisogno di palchi che aiutano sempre a crescere. Io mi trovo in questo contesto e voglio pubblicamente applaudire gli organizzatori di questa manifestazione e tutti coloro che ne organizzano di simili perché trattano la musica per quella che è: arte. E quando queste manifestazioni si organizzano seriamente è sempre positivo”.

Come hai cominciato la tua carriera? Partecipando a festival per giovani?
“Sono stato fortunato perché ho iniziato con il festival di Sanremo. All’inizio degli anni Novanta quando ho cominciato non ce n’erano molti. Ce ne fossero stati magari avrei ricevuto qualche consiglio da qualcuno più esperto di me sarei arrivato più preparato ed avrei cantato meglio sul palco dell’Ariston. Diciamo che sono una palestra che a  me è mancata”.

Cosa consigli a questi giovani artisti per avere successo in un mondo così difficile?
“Anzitutto devono prendere coscienza del fatto che è difficile riuscire. Ma i sogni devono essere coltivati, bisogna tenere duro, lavorare seriamente. Per riuscire non basta essere bravissimi ma anche fare tanta autocritica”.

Hai avuto momenti di sconforto che ti hanno fatto pensare di mandare tutto all’aria?
“Moltissimi, non solo all’inizio ma anche durante la carriera. Ma quegli inevitabili i momenti di sconforto sono quelli da cui vengono fuori i momenti migliori”.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Ci dai qualche appuntamento a breve termine?

“Anzitutto il nono album, con cui dovrei fare il mio quarto Sanremo. A dicembre uscirò con un libro: musica ma non solo. Saranno racconti, tipo autobiografia ma meno noiosa. Ci saranno tutte le cose che non si possono mettere in una canzone. La cosa bella è che ho cominciato a scriverlo senza pensare alla pubblicazione”.

Qual è delle tue canzoni è la tua preferita? Che forse ti rappresenta maggiormente?
“Nel primo album c’era una canzone ‘Un qualunque posto fuori e dentro di te’ messa in una collection di canzoni, scelte da Vasco Rossi. Poi inevitabile pensare a ‘Vivo per lei’ che praticamente conoscono tutti. La cosa bella è che scrivo canzoni ma poi queste diventano di tutti”.

Valerio Nobile