| Petra Magoni e Ferruccio Spinetti |
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Intervista a cura di Valerio Nobile Come avete trovato il livello medio del materiale esaminato per quest’edizione del ‘Suessola MusicArte’? FERRUCCIO SPINETTI: “Ho trovato qualche novità interessante. Io sono sempre molto severo quando devo fare da giuria in un premio musicale, così come lo ero con i miei allievi di contrabbasso. Oggi se uno vuole fare il musicista deve lavorare e studiare almeno 10 ore al giorno. Ed invece sento e vedo tanta approssimazione”. PETRA MAGONI: “Mi sembra che il livello sia migliore di quello della edizione dello scorso anno”. SPINETTI: “Poco”. SPINETTI: “Credo di sì. Almeno due cose veramente ‘diverse’ e strane le ho ascoltate. Il mio consiglio è sempre quello di avere i coraggio di osare e portare avanti le proprie idee. Il colpo di fortuna arriva prima o poi, ma bisogna farsi trovare preparati. In più spero che i giovani abbiamo il coraggio di cercare delle strade nuove e non essere dei cloni della musica anglosassone e di quella di casa nostra”. MAGONI: “Si, ho sentito qualcuno con dei numeri, ma non saprei davvero cosa consigliare… anzi sì: essere sempre se stessi, trovare la propria identità musicale senza scimmiottare artisti già esistenti. La verità paga”. SPINETTI: “Assolutamente fondamentali. Sono poche le occasioni per i giovani di trovare degli spazi e dei concorsi dove portersi mettere in luce. Quindi un applauso va agli organizzatori del Suessola Festival che ci mettono tanto impegno ed entusiasmo ogni anno”. MAGONI: “Possono essere utili perché ci si confronta con altre realtà musicali, si può essere notati, si può vincere qualcosa, ci si può esibire su di un palco vero ecc…” SPINETTI: “Ci siamo conosciuti per caso quattro anni fa grazie ad un amico comune che si chiama Roberto Piermartire. Lui organizzò una serata in quartetto con me, Petra e Fausto Mesolella. Già in quella occasione suonammo ‘Roxanne’ solo basso e voce. Data la nostra vicinanza (io vivo a Siena e Petra a Pisa) decidemmo di rivederci. L’occasione si presentò quando Petra mi chiamò un giorno per fare una serata in una piccola enoteca perchè il chitarrista con cui doveva suonare si era ammalato. Il progetto è nato per gioco. Nessuno di noi due avrebbe mai pensato di fare più di cento concerti all’anno e di vendere 50mila copie tra l’Italia e MAGONI: “Musica Nuda’ è un progetto nato per caso che grazie all’impegno, all’originalità e senz’altro anche grazie anche alla fortuna. Io e Ferruccio ci siamo proprio ‘trovati’, sia musicalmente che umanamente, l’intesa sia è ulteriormente affinata nel corso di questi 4 anni passati in tour continuo”. SPINETTI: “Non è vero che abbiamo più successo in Francia. Ma forse qualche copia in più la vendiamo lì per il semplice fatto che delle radio nazionali come Radio FIP, dove proprio in questi giorni abbiamo terminato il missaggio di un cd live registrato il 1 febbraio nell’auditorium di Radio France e che uscirà in autunno in Italia e in Francia, trasmettono i nostri brani. In Italia, tranne qualche raro caso tipo Radio Due col programma ‘Caterpillar’, Radio Uno col programma ‘MusicVillage’ o Radio Popolare, non si può vere la possibilità di ascoltare un tipo di musica ‘alternativo’ e diverso come il nostro per il semplice fatto che le radio sono pilotate e trasmettono i pezzi che vengono decisi dalle case discografiche previo pagamento di tanti soldi! In più la media dei programmatori radiofonici, secondo il mio modesto parere, nonché dei cosi detti deejay è davvero bassa. Mi riferisco alla loro ignoranza in campo musicale. Io credo che un programmatore o un deejay debbano sapere per lo meno a memoria la storia della musica degli ultimi 40 anni ed avere delle nozioni basilari anche nel campo della musica classica. Chi decide che una suite di Bach non è ‘radiofonica’ mentre il pezzo di Dj Francesco lo è? Se può consolare anche in Francia le cose non sono tutte rose e fiori ma per lo meno ci sono tre emittenti nazionali che si occupano di un altro genere musicale”. MAGONI: “Non me lo spiego, credo che sia un caso… c’è sicuramente più attenzione per le forme d’arte cosiddette ‘non commerciali’ e quindi più possibilità di far conoscere il proprio lavoro. SPINETTI: “Come dicevo prima il cd ‘Live a Fip’ che uscirà a settembre sia in Italia che in Francia. Poi la voglia di provare a fare un cd nuovo per il 2008 con prevalenza di pezzi inediti scritti da noi o con l’aiuto di amici musicisti”.
“Ogni incontro musicale, come quelli veri che accadono nella vita di tutti i giorni, ti lascia qualcosa. Forse un incontro che mi ha insegnato molto è stato quello con Arto Lindsay quando nel 1998 registrammo con gli Avion Travel l’album ‘Cyrano’ sotto la sua direzione artistica. Ma un altro musicista eccezionale per me è stato Marc Johnson (contrabbassista) con cui ho fatto un seminario 8 anni fa a ‘Siena Jazz’”. Petra Magoni, oltre che con Ferruccio Spinetti, sei impegnata in altri innumerevoli progetti tra cui anche con tuo marito Simone Bollani. Sei ancora alla ricerca di una identità o spinta da una continua voglia di mettersi in gioco? “La mia identità musicale l’ho trovata in ‘Musica Nuda’. Il fatto di fare anche altre cose è una curiosità e una voglia di fare che, pur andando ‘contro’ ogni strategia di marketing e di immagine, fa parte di me in quanto essere umano prima ancora che musicista e cantante”. |
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