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Antonio Calamonici
Domicilio: Roma Professione: Attore
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Vedi il suo volto e dici: “Con un viso cosi’ non può non fare l’attore, poi lo vedi recitare e ti accorgi che è anche incredibilmente bravo…” Stiamo parlando del giovane attore 25enne Antonio Calamonici, attore che si è formato studiando con grandissimi della recitazione quali: Beatrice Bracco, Giorgia Trasselli, Michael Margotta, Francesca De Sapio e Giuseppe Ferlito. A soli 25 anni Antonio Calamonici vanta gia un curriculum davvero invidiabile avendo recitato in numerosi progetti cinematografici, nonché nella fiction Rai “Incantesimo”. E’ da poco stato protagonista del cortometraggio “Dòn”, cortometraggio che ha vinto l’importante Festival “48 hourfilm project” nel quale Antonio Calamonici, nel ruolo del protagonista Don Chisciotte, ha “sfoderato” un’interpretazione a dir poco perfetta.
Antonio cominciamo chiedendoti qual’ è stata la tua prima esperienza artistica e quando hai capito effettivamente che nella vita volevi fare l’attore? ANTONIO CALAMONICI: La mia prima esperienza artistica risale all'età di un'anno circa, ho interpretato il Bambin Gesù...non ho pianto per tutta la durata dello spettacolo...li capì che volevo fare l'attore! A parte due battute per sciogliere il ghiaccio, la mia prima esperienza risale a pochi anni fà nel lungometraggio Dov'è Sisifo?! di Salvatore Vitiello dove ho interpretato la parte di un Body Guards del 2015 atipico in quanto magrolino.
Il mestiere dell'attore mi ha sempre affascinato, ma vivendo nella realtà di un piccolo paesino della provincia calabrese, mi è sempre parso una follia irraggiungibile. Fu a Firenze, trasferitomi per studiare Ingegneria Informatica, che il tutto mi parve più vicino a me. Lì ho deciso di tentare! Mi sono iscritto alla scuola Cinemaimmagina di Giuseppe Ferlito per poi, dopo un'anno, trasferirmi a Roma dove ho proseguito i miei studi presso il teatro Blu di Beatrice Bracco. . Quali sono le maggiori difficoltà che un giovane artista incontra per emergere oggi nel mondo dello spettacolo? ANTONIO CALAMONICI: La quantità enorme di persone che vogliono fare questo mestiere senza avere la giusta quantità di persone che ce lo permettono di fare. Si finisce così di avere 4 attori su 5 raccomandati. Si creano miti. Creiamo per esempio il mito del produttore, del distributore, del bel cinema; almeno vedremmo qualità se non quantità. . Talento, Formazione Artistica, Determinazione Raccomandazioni e Fortuna; Quale secondo te è la più importante per emergere? ANTONIO CALAMONICI: Tutte. Solo con le raccomandazioni e la fortuna si finisce meteore. Con il talento e la formazione artistica, affiancate alle altre appena citate, si può sperare in una lunga e orgogliosa carriera. . Qual è il personaggio che hai interpretato che ti ha dato più soddisfazioni e a quale sei maggiormente legato?
Il personaggio che mi ha dato più soddisfazioni è Ivan tratto da ARTE di Yasmina Reza, interpretato in modo comico a tratti grottesco, durante un saggio teatrale, dove ho riscontrato immediatamente il grado di apprezzamento del pubblico che ha ricambiato con risate e applausi. Lì ho capito quanto è bello far ridere la gente. Sicuramente è la via più veloce per arrivare al cuore delle persone. Legato lo sono a tutti i personaggi che interpreto, in quanto durante la loro creazione, una parte di me vive solamente per essi, e volente o dolente ogni volta lasciano comunque una traccia. . Hai studiato con grandissimi maestri della recitazione quali Michael Margotta, Beatrice Bracco, Francesca De Sapio ed altri. Quanto conta a tuo avviso una buona preparazione per emergere nel mondo dello spettacolo? ANTONIO CALAMONICI: E' la base e fa curriculum. Scherzo. Aiuta a capire i propri limiti e superarli. Ma senza il talento non serve a niente. Per emergere nel mondo dello spettacolo poi ci sono molte altre variabili da considerare. La formazione maggiore resta comunque la pratica. . C’è un film in particolare che avresti voluto interpretare? Tanti. Shining è il primo che mi viene in mente. . A quale attore del grande schermo ti ispiri e perché?
Vi sono molti attori che stimo, non solo per la loro indiscussa bravura, ma soprattutto per il loro essere unici. Ciò che li rende unici è il non ispirarsi a nessuno ma avere un proprio metodo. Io più che agli attori mi ispiro alla gente comune. Mi piace osservare (a volte rischio di prendermi anche qualche scappellotto in faccia in quanto esagero magari) e attingere dalla miriade di persone che mi circondano. . Faresti un reality show? Si dice che il futuro sia reality e fiction. Dovrò pur campare no? ehe . Cosa ti affascina di più della recitazione? La libertà di poter tirar furori i lati più nascosti di me senza essere giudicato ma giustificato. . Ci dici un regista Italiano col quale vorresti lavorare? Sorrentino Paolo . Hai mai avuto momenti bui in cui ti sei detto: “Basta col mondo dello spettacolo, da domani cambio lavoro”? Ancora per fortuna no. Ma ho pensato che il momento in cui mi balenerà questo pensiero arriverà presto. Ogni tanto però passo dai sogni di gloria, dallo spettacolo di qualità alla mediocrità. . Gioie e dolori della tua vita. Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro e quella che cambieresti volentieri? Mi piace il fatto di dare e ricevere emozioni. Cambierei, bhè il tempo necessario affinchè ciò avvenga! . Per un attore quanto è importante essere rappresentati da un valido agente? Chi fà da se fà per tre si dice. Ma avere una quarta persona valida che ti aiuta è molto meglio. Avere nel proprio curriculum il nome di una grande agenzia è comunque un buon biglietto da visita, ma siamo noi prima di tutto a doverci saper vendere. . Secondo te l’attore di cinema viene necessariamente dal teatro oppure, come molti sostengono, il teatro può addirittura rovinare l’attore di cinema?
ANTONIO CALAMONICI: Sono due estremismi che non possono diventare legge. Un' attore è una persona con un proprio bagaglio di vita e di esperienze indispensabili, sia nel cinema che nel teatro, affinchè il personaggio viva dentro l'attore e l'attore in esso. La differenza tra i due ambiti è la tecnica, basta conoscerla e usarla in maniera opportuna. . Come immagini la tua carriera da attore fra 5 anni? Assume continuamente colori diversi. Dipenderà dall'umore! Ora la vedo verde e gialla. Chissà cosa vorrà dire?! . Professionalmente parlando, c’è un traguardo a cui aspiri ad arrivare? Avere molte persone che si emozionano, apprezzano e ricercano il mio lavoro. Vorrà dire che starò finalmente facendo l'attore. . Ci anticipi i tuoi impegni artistici futuri? ANTONIO CALAMONICI: Sicuramente teatro. A gennaio mi attende New York con la finale del 48hours Film Project, dove sarà proiettato come rappresentante italiano, il cortometraggio Dòn con me protagonista, vincitore del concorso a Roma come Miglior Film tra 29 in concorso. Di altro non c'è niente di sicuro e visto che sono un pò scaramantico preferisco non parlarne. Vi prometto però che in caso avrete l'esclusiva. . In conclusione ringraziandoti per questa tua intervista ti chiediamo di fare un saluto a tutti i lettori di “Lavorare Nello Spettacolo”
ANTONIO CALAMONICI: Bhe se siete arrivati a leggere fino a qui, cari lettori, un saluto e un in bocca al lupo ve lo meritate sicuramente. Un Grazie invece va a tutta la redazione di "Lavorare nello Spettacolo" che, oltre al piacere di questa intervista, ci mette a disposizione ogni giorno gratuitamente numerosi validi casting. Ciao a tutti. |