venerdì 25 luglio 2008
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Eleonora Paoletti PDF Stampa E-mail

Foto Eleonora PaolettiEleonora Paoletti

Domicilio: Roma

Professione: Attrice

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Interessantissima intervista alla 20enne attrice Toscana Eleonora Paoletti, la quale si è formata artisticamente prima presso il "Centro di teatro Internazionale di Firenze" e successivamente, sempre a Firenze, presso la "Scuola di Cinema Immagine". Ha inoltre studiato danza e musica e si è da poco trasferita a Roma proprio per inseguire il suo sogno di diventare una bravissima attrice.
Tra non molto avremo invece modo di apprezzarla al cinema in un piccolo ruolo nel film "Una Moglie Bellissima" del grandissimo Leonardo Pieraccioni.

giffon

Eleonora cominciamo chiedendoti qual’ è stata la tua prima esperienza artistica e quando hai capito effettivamente che nella vita volevi lavorare nel mondo dello spettacolo?
Ho sempre amato il cinema e fin da bambina mi affascinava capire, conoscere la natura e la figura dell’attore. Ho sempre avuto questa predisposizione, già alle elementari durante l’ora di ricreazione intrattenevo i compagni con delle scenette che mi inventavo sul momento. Poi ho iniziato a frequentare ambienti teatrali, ho frequentato diversi corsi e il teatro mi ha portato al cinema. Nel cinema mi riconosco di più, non importa dimostrare niente, basta mostrare in modo semplice, vero.
Strano a dirsi, ma penso di averlo sempre saputo che io avrei dovuto fare questo lavoro, me lo sento addosso, mi piace.
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Hai appena avuto la possibilità di lavorare con Leonardo Pieraccioni ne “Una Moglie Bellissima”. Com’è stato vedere lavorare un grandissimo, qual è appunto Leonardo Pieraccioni?
Attrice Eleonora PaolettiVedere lavorare un’artista affermato come Leonardo è stato emozionante e mi ha colpito molto la sua semplicità e la sua spontaneità nel passare da regista ad attore.
Ho avuto la possibilità di fare questa grandissima esperienza e di vedere come si lavora in un grande set. Essendo agli inizi penso che fare piccoli passi sia la cosa migliore, in modo che nel giorno in cui ti ritrovi veramente partecipe di un determinato evento sai esserne all’altezza. 
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Sono già diversi anni che studi recitazione presso ottime scuole; Hai inoltre studiato canto, danza e musica. Quanto conta a tuo avviso una buona formazione artistica per emergere nel mondo dello spettacolo?
Una formazione artistica è importante, ti da modo di misurarti, di capire le tue potenzialità e una volta capito questo ci lavori sopra, le modelli, le sviluppi. Costruisci passo dopo passo il tuo futuro. Penso anche però che sia importante una formazione artistica quando si è mossi da una passione interiore, ma quando il punto di arrivo è solamente il successo e non si è veramente motivati a fare determinati studi non credo serva poi a molto.
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Sei sicuramente una ragazza che, visto il tuo aspetto fisico, non passa certo inosservata A tuo avviso, oggi, essere una bella ragazza, può essere un piccolo vantaggio per cominciare a lavorare in un mondo cosi’ difficile qual è appunto quello del cinema, oppure la bellezza può addirittura essere uno svantaggio?
Penso che la bellezza materiale, visiva, sia relativamente importante. Dipende dal tipo di ruolo che viene ricercato, dalle tue capacità artistiche. Un viso intenso trasmette molto di più che un bel viso.

Non penso che la bellezza possa essere uno svantaggio, anzi, ma credo comunque che se non si coltiva la nostra interiorità arricchendola di consapevolezze la bellezza svanisca in un banale  noioso apparire.
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Quali sono le maggiori difficoltà che una giovane artista incontra per emergere oggi nel mondo dello spettacolo?

Eleonora Paoletti FotoIo sono ancora agli inizi e quindi ancora devo capire bene come orientarmi in un mondo così vasto.
Agli inizi non sai da dove partire, non sai a chi appellarti anche solo per fare un provino, almeno per me è stato così. Bisogna soltanto fare piccoli passi e pian piano, adattarsi al divenire delle cose e non perdersi d’animo. Avere consapevolezza che sono molte le persone che vogliono fare questo lavoro, ma più che concentrarsi in questo bisogna “coltivare il nostro giardino” come avrebbe detto Voltaire. Ho imparato con il tempo a parlare poco con gli altri di quello che voglio fare, perché spesso si associa il voler recitare a un individuo che non ha voglia di far niente e vuole semplicemente diventare famoso. Ho imparato a proteggere le mie passioni e a riconoscere le persone con le quali posso condividerle.
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Talento, Formazione Artistica, Determinazione Raccomandazioni e Fortuna; Quale secondo te è la più importante per emergere?
A primo impatto direi il talento, ma penso che la determinazione giochi la parte maggiore. Bisogna non perdere mai fiducia in noi stessi e non perdere mai di vista l’obbiettivo che vogliamo raggiungere. In un mondo così vasto è facile perdersi e bruciarsi in fretta. Tutto dipende da ciò che vogliamo e da come si lotta per ottenerlo. Penso anche che la consapevolezza sia una cosa importantissima…conoscere i propri limiti, lavorarci sopra e penso che la determinazione di una persona non dovrebbe mai sorpassare questi limiti perché oltre a perdere credibilità e a rendersi ridicoli col tempo si vada a perdere una qualità importante, l’umiltà.
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C’è un film in particolare che avresti voluto interpretare?

Un film straniero che adoro è “Il favoloso mondo di Amèlie”, mentre un film italiano che mi sarebbe piaciuto interpretare è “Il viaggio della sposa”, un vecchio film di Sergio Rubini con Giovanna Mezzogiorno.
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A quale attrice del grande schermo ti ispiri e perché?

Non mi ispiro a nessuna  attrice, tendo più che altro a coltivare il mio stile, a conoscerlo, a lasciarlo libero. Ci sono certo delle attrici che adoro, Kate Winslet penso sia una delle migliori. Ha un viso che buca lo schermo e il suo modo di recitare è straordinario.
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Faresti un reality show?

Eleonora Paoletti JpgNo, non lo farei. Bisogna scindere la fama dalla qualità, molto spesso non viaggiano all’unisono. Raggiungere il successo non è il mio obbiettivo primario e semmai un giorno dovessi raggiungerlo vorrei che fosse per ciò che sono non per quel che faccio. Mi spiego,  un’attrice lavora con la propria anima, quindi indirettamente si espone nascondendosi dietro la maschera del personaggio che ospita nel proprio corpo. E questa è arte.
I reality show, i programmi televisivi puntano più che altro sull’apparire, su una sovrastruttura che o ti costruisci da solo o qualcuno ha già codificato per te, ma questo con l’arte recitativa ha ben poco a che fare. 
Una cosa è il successo, una cosa è essere degli attori di qualità. Tutto questo mi ricorda una frase che il mio maestro di recitazione ripeteva spesso. “Chi cerca la forma trova la morte, chi cerca la vita trova lo stile."
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Cosa ti affascina di più della recitazione?
La vita. Mi affascina la vita, le emozioni. Vivere ti fa capire che nelle situazioni ci devi essere. Vivi la tua vita in modo più profondo, più reale e tutto diventa più degno d’esser vissuto. Un attore deve recitare la spontaneità, non recitare. Imparare un testo e scordarlo se vuole essere vero. Mi affascina questo, costruire le coordinate di un personaggio e lasciare che il personaggio si impossessi delle nostre percezioni.
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Ci dici un regista Italiano col quale vorresti lavorare? 
Mi piacerebbe lavorare con Gabriele Muccino. Mi piace il suo modo di raccontare qualsiasi tipo di storia. Penso sia questa la qualità più grande di un regista, saper raccontare.
Gabriele Muccino non ti impone niente, ti mostra la storia, lascia che i personaggi vivano il loro destino. Si percepisce attraverso ogni suo film una grande e attenta sensibilità umana ed artistica.
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Sappiamo che nel 2006 hai scritto il tuo primo libro. Ce ne parli un po’ meglio? Ed inoltre, ti piacerebbe vedere un giorno un tuo libro diventare un film per il grande schermo?
Fptp Eleonora PaolettiE’ un romanzo ambientato tra 1858 e 1875 e America, Scozia, Francia e Italia ne fanno da sfondo.

Rose, la protagonista, viene abbandonata durante i primi mesi di vita dai suoi genitori. Tutto ciò che sa le è stato insegnato dal capo di una riserva dei nativi indiani d’America, Piuma nel Vento,  che la cresce come fosse una sua figlia.
Quando Piuma nel Vento muore Rose parte per il suo viaggio, una ricerca di sé stessa ma anche di qualcosa che va al di là della propria identità e si insidia tra le storie di individui che contribuiranno a rendere la vita di Rose un viaggio straordinario.  Come retroscena del romanzo la leggenda dei gigli di un prato che al di sopra di un monte decidono del destino dell’umanità;
il viaggio non sarà così solo un semplice cambiare direzione, destinazione e luoghi, ma la scoperta della purezza.  Perché ho sempre pensato che non spetti a noi capire chi siamo, ma determinarlo.
Mi piacerebbe molto che uno dei miei libri diventasse un film per il grande schermo, ma bisogna vedere se ci sono le possibilità. Kubrick sosteneva che alcuni libri fossero “infilmabili”.
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Dovessi scegliere, oggi, tra amore e carriera nel mondo dello spettacolo, cosa sceglieresti?
Non credo che ci sia una sola forma d’amore. Io credo nell’amore.
Amo recitare e non credo che questo lavoro implichi che non si possa avere un rapporto reale e autentico, basta saper riconoscere a chi veramente “stiamo a cuore”.
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Gioie e dolori della tua vita. Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro e quella che cambieresti volentieri?
La cosa che mi piace di più è la sensazione che provo ogni volta che riesco a sentire, a percepire. Ogni volta che il personaggio che interpreto prende le redini della situazione e decide per me.
In quei momenti mi sento viva e sento di far parte di un mondo meraviglioso.
Non mi piace l’ideale comune “puoi raggiungere il successo solo se sei raccomandato da qualcuno, solo se sei fortunato, solo se concedi qualcosa in più alle persone “giuste”. Finchè le persone continueranno a pensarla così le cose non potranno migliorare.. idee e azioni possono fare la differenza. Io credo nelle mie potenzialità, non mi piego a questo sistema e questo ordine di idee.
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Ti sei appena trasferita dalla Toscana a Roma, la città del cinema; Su questa scelta ha influito la tua voglia di “coltivare” al meglio questo tuo sogno?
Si, mi sono appena trasferita a Roma, appunto per coltivare al meglio questo mio sogno. Non voglio rimpiangere niente in futuro, abbiamo una sola vita e bisogna cercare di viverla al meglio, cogliere l’attimo. Per questo mi sono trasferita a Roma.
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Se avessi a disposizione un solo aggettivo per descriverti, quale sarebbe?
Una donna d’altri tempi. Non so che aggettivo esprima al meglio questa frase.. ma questo è ciò che sento di essere, una donna d’altri tempi.

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ImageCi anticipi i tuoi impegni artistici futuri?
Giorni fa ho terminato le riprese di un cortometraggio e tra due settimane sono nel set di un cortometraggio di un regista emergente, dal titolo “Ricordi quasi perfetti”, una bella storia.
Collaboro anche con una compagnia teatrale, adesso sto scrivendo un monologo che dovrò interpretare in un nuovo spettacolo.

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In conclusione ringraziandoti per questa tua intervista ti chiediamo di fare un saluto a tutti i lettori di “Lavorare Nello Spettacolo”
E’ stato un vero piacere rispondere alle vostre domande e vi ringrazio immensamente per la possibilità di espormi che mi avete dato.

Un cordiale saluto a tutti i lettori di “Lavorare Nello Spettacolo”.

 
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