Lavorare nel mondo dello spettacolo


Fabio Massa PDF Stampa E-mail
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Foto Fabio Massa Fabio Massa

Domicilio: Roma

Professione: Attore/Regista

Siti Internet:  www.fabiomassa.com  
www.myspace.com/fabiomassa

Fabio Massa nasce nel 1984 ed oggi, a soli 23 anni, può gia vantare un curriculum davvero invidiabile,  avendo attenuto già grandissimi successi sia in qualità di attore, sia in qualità di regista. Come attore ha infatti recitato nell’importante film “Rosa Funzeca” di Aurelio Grimaldi, nel film “D” di Cristiano Cervello, oltre ad aver interpretato importanti ruoli nelle fiction “La Squadra” e  “Un Posto al Sole” ed essendo protagonista di alcuni cortometraggi che hanno ottenuto importanti riscontri in alcuni tra i più importanti Festival al Mondo.
Come regista, invece,  ha già girato numerosi videoclip ed alcuni importanti cortometraggi tra i quali è doveroso citare “Il Sole di Domani”, cortometraggio che nel 2007 è stato candidato sia al Festival di Cannes che ai David di Donatello. Inoltre, sempre nel 2007, dovrebbero partire le riprese del suo primo lungometraggio da regista dal titolo “Linea di Konfine” di cui si dice già un gran bene.

Fabio cominciamo chiedendoti qual’ è stata la tua prima esperienza artistica e quando hai capito effettivamente che nella vita volevi lavorare nel mondo dello spettacolo?
FABIO MASSA: Vi rispondo con una frase tratta dal mio sito internet (www.fabiomassa.com) che ben spiega il tutto:

“… Galeotto fu un film ambientato dalle mie parti che andai a vedere mentre giravano, tanto per sfuggire allo sguardo indiscreto di professori che avrebbero preferito vedermi in classe (molti di voi sanno di cosa parlo...). Da allora io e il cinema non ci siamo più lasciati ed è, ad oggi,  la storia d'amore più duratura dei miei 23 anni!”.
Eh si..proprio così! Si trattava di un film indipendente, credo mai uscito nelle sale di cui non ricordo neanche il nome però..quell’atmosfera, il set preparato, gli attori, il regista mi ha affascinato a tal punto che il giorno dopo ero iscritto ad una scuola di recitazione e dizione della mia città.

Poi dopo mesi di studio, ecco la mia prima occasione: provini di massa per un film girato a Napoli, “Rosa Funzeca” di Aurelio Grimaldi e dopo varie selezioni (ben 7!) riesco a strappare il mio primo ruolo! (tradotto in termini cinematografici 1 minuto di film!).

Attore Fabio MassaIl film è stato presentato al Festival di Venezia nel 2002 e poi da li’ fortunatamente non mi sono fermato: nello stesso anno e per l’anno successivo entro nel cast della soap “Un posto al sole” (rai 3) per varie puntate, nel ruolo di un ballerino,  nel 2003 entro invece nel cast de “La Squadra” (sempre rai 3) nel ruolo di Luca Venturiello, giovane malavitoso dell’interlhand partenopeo, e nel 2005 nuovamente sul grande schermo nel film ad episodi, stile dogma 95, “D.” di Cristiano Ceriello in cui interpreto Claudio, coprotagonista di episodio, un ragazzo alle prese con i problemi della sua età e soprattutto con “il problema” dell’attesa di un figlio che non vuole. Il film, oltre a vari festival mondiali (ny,,,giappone…europei etc…) ha ricevuto il premio della critica al 58° festival del cinema di Salerno.

Poi avrei da raccontare di teatro…video clip per mtv, esperienza da vj…corti ma… Misà vi ruberei troppo tempo!:-) 
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Quali sono le maggiori difficoltà che un giovane artista incontra per emergere oggi nel mondo dello spettacolo?
FABIO MASSA: Le difficoltà maggiori riguardano il farsi vedere come un professionista. E’difficile alla mia età farmi considerare un artista, non solo dal punto di vista del talento, ma soprattutto come affidabilità. Ecco perché cerco di essere sempre puntuale (esempio: meglio due ore di anticipo ad un casting che un minuto di ritardo…) e di guadagnarmi la stima degli addetti ai lavori.  

Talento, Formazione Artistica, Determinazione Raccomandazioni e Fortuna; Quale secondo te è la più importante per emergere?

Fabio MassaUn mix di tutti questi fattori.  Mi spiego: Credo che alla base ci sia il talento e la determinazione, ma se non ha la fortuna di essere al momento giusto al posto giusto….servono a poco no?

Uno su tutti però direi…permettetemi il neologismo: “Talerminazione” (talento+ determinazione).

Le raccomandazioni invece non voglio considerarle…mi fa bene pensare che si tratti di un mondo che premi il talento. 
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Per un attore quanto è importante essere rappresentati da un valido agente?
FABIO MASSA: Credo tanto. Ma non solo essere rappresentato, si ha bisogno di trovare  chi creda in te. Se sei in un ottima scuderia ma il tuo agente non ti considera serve a poco.  Di contro però, credo anche che se si ha la fortuna di farsi conoscere ed apprezzare sul lavoro questo conta più di ogni cosa.  Spesso l’agente ha troppi artisti da curare…meglio autocurarsi no? Chi fa da sé fa per tre! 
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SHOWREEL DI FABIO MASSA

Qual è il personaggio che hai interpretato al cinema, in tv o in teatro e che ti ha dato più soddisfazioni e al quale sei maggiormente legato?
FABIO MASSA: Più soddisfazione personale è stato il personaggio di Claudio nel film “D.” di Ceriello. Ho lottato per tornare al cinema con un ruolo più “grande”! Ed essere co-protagonista insomma non era male!!

Quello invece a cui sono più legato è quello di Luca Venturiello. Ho amato quei giorni di ripresa, di professionalità e anche divertimento, sul set de “La Squadra”, sommato al fatto che la guardavo sempre da spettatore…Traetene voi le conclusioni! 
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Quanto conta a tuo avviso una buona preparazione per emergere nel mondo dello spettacolo?
FABIO MASSA: Tanto! Anzi…non ha eguali! La preparazione è sicuramente importante! Spesso ai provini è richiesta una buona dizione e …quella senza una scuola non la impari certamente! Credo però conti anche la palestra …ovvero l’esperienza sul campo! Più si lavora più si ottengono le carte per superare ogni ostacolo! 
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C’è un film in particolare che avresti voluto interpretare?
FABIO MASSA: Si..tanti film del passato…chi non avrebbe voluto lavorare con Fellini ad esempio? O altri meastri rappresentati del cinema nostrano come De Sica o Pasolini?  Però venendo ai tempi più recenti vi direi la trilogia di “Ritorno al futuro” straordinaria saga interpretata da M.J Fox! Eh si…proprio carina! 
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A quale attore del grande schermo ti ispiri e perché?

Il mio actor’s coach a “La Squadra” (Ferdinando Maddaloni) mi diceva più o meno queste parole: “non cercare all’esterno o dagli altri ciò che riserve per interpretare un personaggio. Dentro di te ci sono dei sacchetti di esperienza per ogni emozione, sensazione, situazione, basta riscoprirli.”
Ecco a chi e a cosa mi ispiro: A me e alla mia vita.
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Faresti un reality show?

Cos’ è?:)  
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Ci dici un regista Italiano col quale vorresti lavorare? 
FABIO MASSA: Io amo e sostengo il cinema italiano. Ecco perché al cinema prediligo film di italiani.
Ora come ora vi direi Aurelio Grimaldi. All’epoca di Rosa Funzeca ero troppo preso dalla novità, dalla mia “prima volta” artistica, per immagazzinare anche solo un po’ della sua esperienza!

Poi mi piacerebbe lavorare con i fratelli Muccino, Rubini, Manetti Bross,  Benigni e, se posso… vorrei mettere tra i nomi anche Troisi… So che resterà un sogno ma….non posso fare altrimenti! 
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Hai girato da regista il cortometraggio “Il sole di domani” che è poi stato in concorso sia al Festival di Cannes che ai David di Donatello. Ci descrivi l’emozione che hai provato nel vedere il tuo corto proiettato in uno dei più importanti Festival al mondo qual è appunto il Festival di Cannes?
Si, il corto “Il sole di domani”, in cui, oltre che regista sono anche attore protagonista e sceneggiatore, è stato selezionato nella sezione “short film corner” all’ultimo festival di Cannes. Non si può nemmeno immaginare (pensa descrivere) un’emozione così intensa. Essere presente al festival come un addetto ai lavori e presentare il proprio corto proiettato ed apprezzato dal pubblico e dalla critica è stato superbo. Magnifico. Il tema forse, ovvero la donazione degli organi, mi ha aiutato: molti degli apprezzamenti erano relativi, oltre che all’interpretazione degli attori e all’utilizzo della camera, anche all’aver trattato un tema del genere andando aldilà della banalità e dello scontato, come spesso si vede.

Vi confesso una cosa sperando non mi prenderete per un’ ”illuso”: in quei momenti, nel mio piccolo, mi sentivo orgoglioso di essere italiano e di aver portato un po’ della nostra cultura in quel festival dove le proiezioni targate Italia erano davvero poche. Insomma un mix di infinite emozioni. 
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A breve dovrebbero partire le riprese del tuo primo lungometraggio da regista, dal titolo “Linea di Konfine”, film di cui si dice già un gran bene, nel quale oltre ad essere il regista sarai anche sceneggiatore e protagonista maschile. Ci anticipi qualcosa su questo film e su ciò che con esso vorrai raccontare? 
Si “Linea di Konfine” sarà (si spera quanto prima) il mio primo lungometraggio da regista ed il terzo da attore.

La storia è raccontata da Cristian, protagonista, che accompagna lo spettatore per mano nella sua vita; una vita apparentemente come quella di molti altri suoi coetanei: la voglia di divertirsi, di non perdere un momento perché significherebbe sprecarlo, la passione e i suoi sogni.

“Linea di Konfine” è un momento della vita, un salto nel vuoto, verso un futuro pieno di sè e di ma. E’ la storia di un ragazzo di 19 anni, da cui si parte per dipingere un quadro sull’adolescenza, sui ragazzi del nostro tempo, e imbatterci in quelle che sono i loro problemi, le loro aspirazioni, le speranze.

Cristian è un adolescente che fin dall’inizio si troverà ad affrontare un problema che lo costringerà a maturare e a prendere decisioni difficili anche per un adulto e a dover scegliere se “restare adolescente spensierato oppure…fare un passo avanti!”  

Si tratta di  un film mirato essenzialmente ad un pubblico di giovani, ma in cui, credo,  possano ritrovarsi anche molti adulti.

La storia del rapporto tra madre/patrigno/Cristian permette anche ad un pubblico adulto di restare in attesa dello svolgimento della vicenda e di prenderne parte in prima persona. Ovviamente però il punto di riferimento resta il mondo giovanile: molte anche le scene in cui i ragazzi si confrontano sui  proprio sogni e le proprie ambizioni; nei vari dialoghi vengono messi a nudo  anche diversi modi di vedere tipici del mondo giovanile su argomenti come il sesso, l’amicizia, l’amore, la vita in senso lato. Un mix di serietà, crudeltà, maturità, immaturità e spensieratezza. In tutte le scene il linguaggio è lineare, attuale, con i tipici modi di fare dei ragazzi di oggi, iniziando dallo squillo per far capire all’amico di stare aspettando sotto casa, passando per le chat e finendo con tormentoni e modi di dire che resteranno impressi anche nella mente di uno degli adulti del film, il nemico Professor Baldi. 

Anche il titolo scelto, Linea di Konfine, ha diverse interpretazioni e motivazioni: quella superficiale è uno striscione ideato da Michele (migliore amico di Christian) e company per far sentire la propria voce durante lo sciopero; il motivo più profondo è invece la stessa chiave di lettura del film: passare dall’adolescenza alla maturità, varcare la soglia della spensieratezza per iniziare a vedere la vita in tutte le sue sfaccettature, anche in maniera più responsabile e da “adulto”.  
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Il fatto di essere anche regista ti ha mai procurato problemi quando ti sei proposto come attore?
Fino a questo punto no. E non ne vedo il motivo. Sono giovane e non posso fare altro che imparare da registi. E poi…conosco bene il confine tra un tuo lavoro (in cui hai parola su tutto) ed il lavoro degli altri. In questi casi sei attore e devi fare l’attore, seguendo i consigli di chi ti dirige. 
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Cosa ti affascina di più della recitazione?
Il poter interpretare altre vite. Pensa ad esempio un attore del calibro di De Niro quante vite ha vissuto…Infinite! Oggi è un gangster, domani un ragioniere, tra un mese un dottore… Recitando diventi come un gatto, anzi di più…! (il riferimento è alle 7 vite!:)) 
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Dovendo scegliere, sogni di vincere al Festival di Cannes il premio “Miglior Attore Protagonista” oppure quello di “Miglior Regista”?
Entrambi no? Allora opto per il miglior attore protagonista! Cavoli se dovesse capitare….:)  

Hai mai avuto momenti bui in cui ti sei detta: “Basta col mondo dello spettacolo, da domani cambio lavoro”?

No, anche perché questa passione è talmente forte che mi riempie tantissimo! Non saprei/potrei trovare altre soluzioni. Amo la mia vita perché è piena della mia passione! Ogni cosa per me è un film. Piccolo aneddoto che vi farà sicuramente capire: Poche settimane fa sono stato vittima di un incidente in moto in autostrada. Quando l’ambulanza mi ha portato all’ospedale, messo sulla barella e condotto nel pronto soccorso, la mia testa ovviamente era rivolta verso l’alto e vedevo tutti quei neon tipici degli ospedali..qualcuno rotto, qualcuno accesso e qualche altro ad intermittenza. Sapete cosa pensavo?

“Guarda che bella scena…fare una grande soggettiva da qua. Verrebbe benissimo!”
S’a da scrivere appena sto meglio!

Credo non ci sia bisogno di commenti no??? 
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Se avessi a disposizione un solo aggettivo per descriverti, quale sarebbe?
Sognatore… 
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Ci anticipi i tuoi impegni artistici futuri?
Guarda ci sono ben tre film (oltre al mio) all’orizzonte per il cinema. Poi c’è una sit com ed alcuni impegni teatrali importanti. Ma al momento preferisco non entrare nei dettagli. Sicuramente sarete i primi a saperlo! 
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In conclusione ringraziandoti per questa tua intervista ti chiediamo di fare un saluto a tutti i lettori di “Lavorare Nello Spettacolo”
E’ stato un piacere! A tutti i lettori un consiglio: “non smettete di credere ai vostri sogni…se vi fanno star bene e se alimentano la vostra vita!”. Un immenso in bocca al lupo a tutti!

 
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