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Valerio Nobile
Professione: Giornalista Email:
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Siamo lieti di pubblicare una interessantissima intervista al giovane giornalista Valerio Nobile, il quale, siamo sicuri, riuscirà a breve a ritagliarsi una pagina importante in un mondo cosi' difficile e chiuso qual'è appunto il mondo del giornalismo. La qualità dei suoi articoli avrete sicuramente avuto gia modo di constatarla proprio su "Lavorare Nello Spettacolo" in cui Valerio Nobile cura la parte inerente alle notizie di Attualità dal mondo dello spettacolo.
Da dove viene e come è nata questa tua passione per il giornalismo che è poi diventato il tuo lavoro? Più che passione per il giornalismo, io definirei la una passione per gli argomenti di cui mi diletto a scrivere: sport, musica, cinema e teatro. A tutto questo va aggiunto che leggo la mitica ‘Gazzetta dello Sport’ da quasi 15 anni. Poi quando sono arrivato alle scuole superiori ho scoperto di scrivere abbastanza bene, soprattutto quando scrivo di qualcosa che mi piace e/o di una materia che conosco bene. Così mi sono detto perché non provare la strada del giornalismo? La strada è lunga ed ho mosso solo i primi passi ma non mi arrendo, almeno per ora, anche se non posso nascondere il fatto che sto comunque battendo altre strade…Non nascondo che nell’attesa ho fatto anche qualche concorso, in aree completamente diverse da quella giornalistica. . Quali sono le difficoltà maggiori che incontra un giovane che vuole lavorare nel campo del giornalismo? Trovare un giornale che ti faccia scrivere all’inizio non è molto difficile, anche perché (almeno questa è la mia esperienza personale) pagano pochissimo. I problemi cominciano quando ti accorgi che il tuo lavoro viene sempre sottovalutato e ti accorgi che sei sottopagato. Raramente le rivendicazioni hanno un esito felice. . Quando un film non viene apprezzato dalla critica molto spesso riscuote poi un grosso successo di pubblico. Ciò può essere dovuto al fatto che una certa “critica” è rimasta attaccata a certi film/registi del passato e non è riuscita a cogliere l’evoluzione che nel frattempo è avvenuta? Io non credo che si tratti di mancanza di evoluzioni. Alcuni giornalisti hanno la puzza sotto il naso, si divertono a fare i brillanti ed i ‘so tutto io’ ma voglio anche spezzare una lancia a favore dei miei futuri colleghi: oggi la maggior parte sono più istruiti (hanno quasi tutti la laurea) del pubblico medio di una sala. Magari il popolo trova divertente od emozionante una storia che invece è solo volgare o scontata. Eppoi ci vuole cultura per giudicare un film: a volte lo spettatore medio non si accorge che è sempre la stessa storia, magari copiata da un film che anni prima ha fatto storia. . L’avvento di internet a tuo avviso è un bene o un male per chi vuole lavorare nel campo del giornalismo? E’ lo stesso discorso che vale in generale per internet: può essere un bene od un male, dipende. Sicuramente può essere una possibilità per mettersi in mostra ma a volte ci si nasconde dietro l’anonimato che la rete, direttamente od indirettamente, garantisce. E si scrive senza pensare troppo. . Quali sono le caratteristiche essenziali che un giornalista deve possedere per diventare un vero numero uno? Magari le sapessi... La prima cosa dovrebbe essere l’obiettività ma almeno l’80% dei giornalisti italiani non lo è quindi forse non serve. A volte avere un’amicizia o la tessera di un partito in tasca aiuta molto di più di tanta gavetta ma alla fine sono convinto che camminare con la schiena dritta sia una cosa che gratifichi molto di più. Magari prima o poi qualcuno ti nota e ti concede un’occasione. In fondo, come tanti altri giovani nelle mie condizioni, non vorrei altro: un’occasione. . A quale personaggio vorresti fare un intervista e perché? Cinema senz’altro Nicole Kidman, la adoro, anche se forse rimarrei ‘paralizzato’ in contemplazione. Musica Bruce Springsteen, lo adoro. Sport nessuno in particolare di quelli in attività. Tra i grandissimi del passato Michael Johnson (primatista del mondo dei 200 m con una , uvelocità media superiore a quella del record del mondo sui 100 m!!!); eppoi due grandissimi che non ci sono più: Ayrton Senna e Marco Pantani. Non credo debba spiegarvi chi sono, anche quelli che non masticano di sport lo sanno. Tra quelli in attività, forse Michael Phelps (nuoto), Roger Federer (tennis) o Paolo Bettini (ciclismo). Ma più di tutti vorrei intervistare qualcuno che conosco e che ce l’ha fatta a sfondare nel suo settore: spettacoli, sport e, perché no?, politica. Sarebbe il massimo. .
In qualità di ufficio stampa hai gia lavorato per artisti e manifestazioni molto importanti. A tuo avviso quanto è importante per una manifestazione o per un’artista avere alle spalle un ottimo ufficio stampa? Più che importante lo definirei fondamentale. E non perché ambisco ad un lavoro nel settore. Far sentire la propria voce è molto importante sia per le persone che per gli eventi. Essere presenti sui giornali, in radio, in tv o su internet oggi è tutto per un personaggio famoso od un evento. Basta un attimo che la gente, sommersa da star od eventi che durano cinque minuti, si scorda di te. . Come vedevi il giornalismo prima che diventasse la tua professione? Sarei ipocrita se non dicessi che me lo aspettavo come un mondo più meritocratico. Comunque continuo a vederlo come un mondo affascinante. Vuoi mettere il privilegio di assistere ad un evento storico in prima persona oppure andare a vedere una cosa che ti piace (uno spettacolo, un concerto, un evento sportivo), divertirti ed essere anche pagato? Sotto questo profilo, seguire un’edizione dei Giochi Olimpici per me sarebbe il massimo. Per Pechino forse è un po’ presto ma per l’edizione del 2012 a Londra, chissà… . Professionalmente parlando, c’è un punto d’arrivo a cui aspiri ad arrivare? Grosso modo ho già risposto nella precedente. Certo che essere la prima firma del settore od il direttore di un giornale come ‘La Gazzetta dello Sport’, ‘Il Corriere della Sera, ‘Sky’, ‘Sorrisi e Canzoni’, etc. sarebbe una bella soddisfazione… . Come immagini la tua carriera di giornalista fra 5 anni? Fra cinque anni? Come detto prima, vorrei essere a Londra per i Giochi Olimpici e non come turista o come atleta, quindi… Detto questo però so che sarà un’impresa molto difficile ma quello che è certo è che fra cinque anni o la mia carriera sarà già giunta ad una svolta oppure l’attività giornalistica potrebbe essere solo un passatempo od un dolce ricordo di gioventù. |